Le faccende domestiche si dicono 家务 . 家 è la casa; 务 è l’affare di cui si ha la responsabilità, quello di 任务 , il compito, e di 服务 , il servizio. 家务, letteralmente «gli affari della casa» ⟶ le pulizie. Si dice 做家务 , «fare gli affari della casa». I mobili, gli utensili e le stanze sono sulla nostra pagina Gli interni della casa. Qui li puliamo.
扫 , spazzare, è la mano 扌 e la scopa 帚 , le cui forme antiche mostrano un fascio di rami legato, con la testa in giù. Ritroviamo questo 帚 in 妇 , la donna sposata, che si scriveva 婦: 女 la donna, 帚 la scopa. La donna con la scopa, dunque. È la spiegazione che si legge dappertutto, ed è da prendere con le molle: diversi specialisti vedono piuttosto in questo 帚 la scopa rituale con cui si purificava il tempio degli antenati, che non è la stessa cosa della fatica del mattino. Non so decidere.
Nella Cina antica non si imparava prima a leggere: si imparava a spazzare. I Dialoghi di Confucio raccontano che i giovani allievi di Zixia sapevano 洒扫应对进退 (la nostra pagina Capitolo 19 dei Dialoghi di Confucio): «I discepoli di Zixia sanno benissimo spruzzare l’acqua e spazzare la terra, rispondere a chi li chiama o li interroga, farsi avanti o ritirarsi», traduce Couvreur. Noti l’ordine dei due primi gesti: 洒 , spruzzare d’acqua, viene prima di 扫, spazzare, perché su un pavimento di terra battuta un colpo di scopa a secco non fa che sollevare la polvere. Il dettaglio è concreto. La lezione lo è meno: in bocca a Ziyou è un rimprovero, quei ragazzi tengono il ramo, 末 , e non la radice, 本 .
Oggi si cita, nello stesso spirito, 一屋不扫,何以扫天下 , «chi non spazza la propria stanza, come spazzerebbe l’impero?». Invece non è questo che dice il testo d’origine. Nel 后汉书 , il giovane 陈蕃 riceve un visitatore in un cortile lasciato all’abbandono e si sente chiedere perché non spazzi per i suoi ospiti. Risponde 大丈夫处世,当扫除天下 : un uomo degno di questo nome spazza l’impero, che se ne farebbe di una sola stanza? E il visitatore lo giudica un ragazzo notevole. Il proverbio moderno ha dunque rovesciato la morale della storia di cui si richiama. Chi lo abbia rovesciato per primo, non l’ho trovato.
Le grandi pulizie, quanto a loro, hanno la loro data: 腊月二十四,掸尘扫房子 , il ventiquattro del dodicesimo mese si spolvera e si spazza la casa prima del Capodanno (la nostra pagina Le feste). Il gioco di parole regge tutto: 尘 , la polvere, si pronuncia come 陈 , ciò che è vecchio, e le pulizie di fine anno si chiamano 除陈布新 , «togliere il vecchio, stendere il nuovo». Poi attenzione: nei primi giorni dell’anno non si spazza più, pena spingere fuori la propria fortuna insieme alla polvere.
Due verbi per far asciugare. 晾 è mettere all’aria; 晒 è esporre al sole, e il carattere lo dice con il suo 日 . Un palazzo cinese si riconosce dai piumoni appesi alle finestre appena c’è bel tempo. Nei vicoli di Shanghai, le pertiche di bambù cariche di panni si chiamavano le 万国旗 , «le bandiere di tutte le nazioni». E 晒 ha preso un senso tutto nuovo sulle reti: 晒照片 , mettere in mostra le proprie foto, 晒娃 , esibire il proprio bambino. Si dice che questo senso venga dall’inglese share, inteso come 晒; è bello, ma non ne sono sicuro.
垃圾 , i rifiuti, si legge a Taiwan, con gli stessi due caratteri: è uno degli scarti di pronuncia più noti fra le due sponde. Dal 2019 Shanghai fa la raccolta differenziata, e il resto del paese l’ha seguita, con il suo vocabolario: 干垃圾 i rifiuti secchi, 湿垃圾 i rifiuti umidi, 可回收 il riciclabile. I volontari appostati vicino ai cassonetti facevano la domanda diventata celebre, 你是什么垃圾 ? La si traduce con «che tipo di rifiuto porta?», ma si sente anche «che razza di rifiuto sei?», ed è proprio per questo che ha fatto ridere tutta la Cina.
Chi fa tutto questo lavoro? La domanda si pone laggiù come da noi, e l’abbiamo incrociata parlando della coppia e dei figli (pagina La coppia e i figli). Le città hanno le loro 钟点工 , pagate a ore, e la parola 家政 , letteralmente «il governo della casa», serve oggi da insegna a tutto un settore, con le sue agenzie e i suoi corsi di formazione.
La moda recente, invece, si chiama 断舍离 : 断 tagliare ciò che entra, 舍 buttare ciò che si accumula, 离 staccarsi da ciò che si tiene per abitudine. La parola viene dal giapponese 断捨離 e si è installata in cinese negli anni 2010. Quanto a 一尘不染 , «neanche un granello di polvere», era prima di tutto una formula buddhista: i 六尘 , le sei polveri, sono gli oggetti dei sensi che sporcano lo spirito. Il complimento che si fa a una casa ben tenuta viene di lì.
Resta che le pulizie sono l’unico lavoro della casa il cui risultato non si vede. Ben fatto, è invisibile. E la polvere torna.
Faccia clic su un carattere qualsiasi della pagina: il suo ordine di scrittura appare tratto per tratto, con la freccia che indica il senso del movimento.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già a parlare delle pulizie, del bucato e delle piccole riparazioni. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Le faccende domestiche
le faccende domestiche, le pulizie di casa
fare le faccende domestiche
pulire, fare le pulizie
pulito
sporco
riordinare, mettere in ordine
sistemare, classificare
dividersi (le faccende)
le grandi pulizie
ordinato e ben tenuto
i servizi domestici
la donna delle pulizie pagata a ore
Scopare, strofinare, lavare
scopare il pavimento
strofinare, passare uno straccio
lavare i piatti
lavare il pavimento
la scopa
il mocio
lo straccio, il panno
il secchio
la polvere
pulire i vetri
sporcare
il detersivo per i piatti
la pulizia, pulire a fondo
la paletta per la polvere
la spugna
Riordinare, differenziare, buttare
i rifiuti, la spazzatura
il bidone della spazzatura
buttare via, disfarsi di
in disordine
portare fuori la spazzatura
ordinato, a posto
collocare, posare
la raccolta differenziata
le cianfrusaglie
riciclabile
la sistemazione (in scatole, in ceste)
gli scarti, il rottame
l’armadietto
il distacco dalle cose superflue
rimettere ogni cosa al suo posto
I panni e il bucato
lavare i panni
la lavatrice
il detersivo in polvere
il detersivo liquido
lavare a mano
mettere a bagno
il lavaggio a secco
la lavanderia
sfregare (i panni tra le mani)
strizzare a mano
centrifugare (in lavatrice)
candeggiare, sbiancare con la candeggina
l’ammorbidente
il cesto della biancheria sporca
la macchia
restringersi al lavaggio
Stendere, asciugare, stirare
stendere il bucato
piegare i vestiti
stendere (ad asciugare)
far asciugare al sole
lo stendibiancheria
ritirare il bucato
il ferro da stiro
stirare
l’asciugatrice
l’asse da stiro
la piega, la grinza
la pallina di canfora
il cucito, i rammendi
Gli elettrodomestici
il condizionatore
essere guasto, rotto
l’aspirapolvere
caricare la batteria
la pila, la batteria
riparare
il phon
il ventilatore
gli elettrodomestici
l’assistenza post-vendita
che consuma poca corrente
la garanzia
il purificatore d’aria
l’umidificatore
la casa intelligente
Il fai da te e gli attrezzi
l’attrezzo, gli attrezzi
il martello
il chiodo
il cacciavite
la colla
il nastro adesivo
la scala a pioli
la vernice (il prodotto)
il righello, il metro
la vite
il tubo dell’acqua
la pinza
la chiave fissa, la chiave inglese
il trapano elettrico
dipingere un muro
La vita domestica nelle espressioni e nei proverbi
pulitissimo, splendente
sottosopra, alla rinfusa
una cosa all’ordine del giorno
laborioso, che non si tira indietro
senza un granello di polvere (formula buddhista)
in ordine perfetto
mettere alla porta
voltare pagina, cambiare vita
da cima a fondo, dentro e fuori
occuparsi di, mandare avanti (una casa)
ognuno spazzi davanti alla propria porta
scopa nuova scopa bene
La vita domestica nelle parole di tutti i giorni
scansionare un QR code
il cibo spazzatura
correggere, modificare
l’apparecchio elettrico
scansionare, digitalizzare
il lavaggio del cervello
sfiorarsi senza riconoscersi
la posta indesiderata
riciclare denaro
la chirurgia estetica
fare le cose a casaccio
la polvere si è posata
Frasi di esempio
Tutti i giorni, tornando dal lavoro, devo fare le faccende di casa.
La stanza è troppo in disordine: riordinala subito.
Tu scopi, io pulisco il tavolo.
Chi lava i piatti dopo mangiato?
Il bidone è pieno: vai a portare fuori la spazzatura.
Questo capo è sporco: mettilo in lavatrice.
Oggi c’è bel tempo: mettiamo fuori i piumoni ad arieggiare.
Il condizionatore è guasto: bisogna chiamare qualcuno a ripararlo.
Prima delle grandi pulizie, comincia col mettere in ordine le cianfrusaglie.
Prima di lavare il pavimento, passa prima l’aspirapolvere.
Questo straccio serve solo per la cucina: non usarlo per i vetri.
Hai messo troppo detersivo: c’è troppa schiuma.
La lana va lavata a mano, altrimenti si restringe.
La camicia va stirata, altrimenti è troppo sgualcita.
Ogni sabato tutta la famiglia fa le pulizie insieme.
Nel complesso residenziale la raccolta differenziata è sempre più severa.
La vite dell’armadio si è allentata: stringila con un cacciavite.
Bisogna piantare un chiodo nel muro: vai a farti prestare un martello.
Tiene la casa in un ordine perfetto.
Prima della festa di Primavera ogni famiglia fa le grandi pulizie, per spazzare fuori l’anno che finisce.
Il tubo dell’acqua del piano di sotto è otturato: l’amministrazione del condominio è già venuta a vedere.
Ognuno spazzi la neve davanti alla propria porta e non si curi della brina sul tetto altrui.
Da qualche anno va di moda liberarsi del superfluo: meno cose si hanno, meglio si sta.
Chi non spazza la propria stanza, come spazzerebbe l’impero?
I discepoli di Zixia sanno benissimo spruzzare l’acqua e spazzare la terra, rispondere a chi li chiama o li interroga, farsi avanti o ritirarsi.


