Le arti marziali si dicono 武术 , «l’arte del combattimento». Il carattere 武 unisce 止, «fermare», e 戈, l’alabarda, e lo Zuozhuan ne ricava una bella lezione: 止戈为武, la vera forza è quella che ferma le armi. Ma attenzione: nelle iscrizioni antiche, 止 disegna un piede ⟶ 武 sarebbe piuttosto «marciare con l’alabarda in pugno». La lettura morale è più bella. Non sono sicuro che sia quella giusta. Questa pagina fa seguito a Gli sport di squadra e l’atletica.
La parola 功夫 all’inizio non ha niente di marziale: è il tempo e la fatica che si mettono in una cosa. Si dice ancora 下功夫 , «metterci impegno», e 功夫不负有心人, l’impegno non tradisce mai chi persevera. Il senso di «boxe cinese» si è imposto attraverso Hong Kong, ed è stato Bruce Lee, 李小龙 , «il piccolo drago», a farlo conoscere al mondo intero negli anni Settanta. Jackie Chan, invece, si chiama 成龙 , «diventare drago», come i figli i cui genitori sognano ad alta voce. In gara, però, la Cina parla di 武术, e il combattimento libero si chiama 散打 .
Tradizionalmente si contrappongono due grandi famiglie: le scuole «esterne» del monastero di 少林寺 , nello Henan (frase 8), e le scuole «interne», taoiste, del monte 武当山 . Il 太极拳 , «la boxe del culmine supremo», è collocato dalla parte di Wudang: la leggenda lo attribuisce all’eremita taoista Zhang Sanfeng. Gli storici propendono piuttosto per la famiglia Chen, nel villaggio di Chenjiagou, nel XVII secolo. Poco importa ai pensionati che lo praticano ogni mattina nei parchi (frase 2). L’Unesco lo ha iscritto nel 2020 nel patrimonio culturale immateriale.
Molti stili portano un nome di animale o d’immagine. Il 螳螂拳 imita la mantide religiosa, il 八卦掌 gira intorno agli otto trigrammi del Libro dei mutamenti, e il 醉拳 , «la boxe dell’ubriaco», deve gran parte della sua fama al film di Jackie Chan del 1978. Il più antico è senza dubbio il 五禽戏 , «il gioco dei cinque animali» (tigre, cervo, orso, scimmia e uccello), attribuito al medico Hua Tuo, sotto gli Han. È una ginnastica per la salute più che un’arte di combattimento.
L’allenamento ha i suoi proverbi. 冬练三九,夏练三伏: ci si allena nel più freddo dell’inverno e nel più caldo dell’estate. 拳不离手,曲不离口: il pugile non molla il pugno, il cantante non smette di cantare. E tutto comincia dal 马步 , la posizione del cavaliere, che i principianti tengono fino a non sentire più le cosce (frase 10). Prima e dopo il combattimento si saluta con il 抱拳礼 , il pugno destro coperto dal palmo sinistro; il gesto stesso è nella pagina I gesti e le posture.
Il romanzo di cappa e spada cinese si chiama 武侠小说 . Il 侠 è il cavaliere errante, che raddrizza i torti al di fuori di ogni legge. Il suo mondo è il 江湖, letteralmente «i fiumi e i laghi». Jin Yong, 金庸 , ne ha scritti una quindicina, che quasi tutti i cinesi hanno letto o visto in televisione (frase 20). Vi si corre sui tetti grazie al 轻功 , «l’arte della leggerezza», e si immobilizza un avversario toccando un punto vitale, il 点穴 . Non ho ancora visto nessuno farlo.
Nuotare si dice 游泳 . A credere allo Shuowen, 泳 indicava dapprima il nuoto sott’acqua, e 永 c’è solo per il suono. Il crawl è uno 自由泳 , «uno stile libero», e il dorso uno 仰泳 , «un nuoto rivolto al cielo». Bere mentre si nuota si dice 呛水 , «strozzarsi con l’acqua», il che è più esatto. Noti anche 划水 , «remare nell’acqua»: in ufficio, è far finta di lavorare agitando le braccia.
La Cina ha le sue leggende acquatiche. Nel 1966 Mao Zedong nuota nello Yangtze, a Wuhan, davanti alle telecamere (frase 23); le cifre ufficiali dell’epoca lasciano un po’ perplessi. Oggi i tuffatori cinesi formano il 跳水梦之队, «la squadra dei sogni dei tuffi» (frase 16). E nel romanzo I briganti, il miglior nuotatore dei centootto eroi, Zhang Shun, ha per soprannome 浪里白条 , «il pesce bianco delle onde». Le barche drago della festa delle Barche del Drago sono nella pagina Le feste.
Il mare ha dato belle immagini. Il surf si dice 冲浪 , «lanciarsi contro le onde». 乘风破浪 , «cavalcare il vento e fendere le onde», viene da un generale del V secolo che, da bambino, sognava già di «cavalcare il lungo vento su diecimila li di onde». Il 弄潮儿 , «colui che gioca con la marea», nuotava un tempo nel mascheretto del Qiantang, a Hangzhou; oggi è il pioniere che osa. E lo studio, dice il proverbio, è una barca che risale la corrente (frase 24).
Confucio, infine: 知者乐水,仁者乐山, «l’uomo prudente ama l’acqua, l’uomo perfetto le montagne» (frase 25, vedi il Capitolo 6 dei Dialoghi di Confucio). Attenzione al carattere 乐: la lettura tradizionale qui è , «amare», e non , «rallegrarsi». La nostra pagina dei Dialoghi indica , come molti cinesi oggi, e tutte e due si difendono. I nuotatori saranno dunque prudenti. È già qualcosa.
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Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per parlare di kung fu, di nuoto o di vela. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Le arti marziali
le arti marziali, «l’arte del combattimento»
il kung fu; il tempo e la fatica che ci si mette
il kung fu cinese
la scuola di arti marziali
praticare le arti marziali
studiare le arti marziali
allenarsi, lavorare sulla tecnica
la padronanza marziale
il movimento, la tecnica (di una sequenza)
l’etica marziale
il saluto marziale, pugno contro palmo
misurarsi nelle arti marziali
la pedana di combattimento, il ring
il mondo delle arti marziali, «la foresta marziale»
la scuola, il clan (di arti marziali)
il gran maestro (fondatore di una scuola)
la posizione del cavaliere
la posizione dell’arco, l’affondo in avanti
Le scuole e gli stili
il monastero di Shaolin
il taiji, «il culmine supremo»
il tai chi chuan, «la boxe del culmine supremo»
il qigong, «il lavoro del soffio»
il monte Wudang (arti marziali taoiste)
il wing chun
la boxe dell’ubriaco
il sanda, la boxe cinese di combattimento libero
gli otto pezzi di broccato (ginnastica per la salute)
il tuishou, le mani che spingono (esercizio a due del taiji)
la boxe del Sud
la boxe della mantide religiosa
il baguazhang, «il palmo degli otto trigrammi»
lo xingyiquan, «la boxe della forma e dell’intenzione»
il gioco dei cinque animali
il ventaglio del taiji
I colpi e le tecniche
il taekwondo
il judo, «la via della cedevolezza»
il karate, «la via della mano vuota»
tirare un pugno
slanciare la gamba, tirare un calcio
difendersi; l’autodifesa
colpire i punti vitali
l’arte della leggerezza (correre sui tetti)
il lavoro interno
la tecnica dei pugni
la tecnica delle gambe
il calcio laterale
parare (un colpo)
le leve e le prese
Le armi
il nunchaku, «il bastone in due sezioni»
la spada del taiji
l’arte della spada
l’arte della sciabola
l’arte del bastone
le armi
sciabole, lance, spade e alabarde
Il kung fu sullo schermo e nei romanzi
il film di kung fu
Bruce Lee, «il piccolo drago»
Jackie Chan, «diventare drago»
Kung Fu Panda
il cavaliere errante; il genere cinese di cappa e spada
il romanzo di cappa e spada cinese
il grande cavaliere, l’eroe
Jin Yong (romanziere)
Ip Man (maestro di wing chun)
lo spadaccino errante, il cavaliere errante
Wong Fei-hung (maestro della boxe del Sud)
Il nuoto
nuotare; il nuoto
saper nuotare
la piscina
gli occhialini da nuoto
il costume da bagno (da uomo)
il bagnino
il salvagente
il giubbotto di salvataggio
il tuffo; tuffarsi
la zona dove non si tocca
la zona dove si tocca
la cuffia
lo stile libero, il crawl, «il nuoto libero»
il dorso, «nuotare rivolti al cielo»
respirare (nuotando), «cambiare l’aria»
trattenere il respiro
bere (nuotando), «strozzarsi con l’acqua»
remare con le braccia; (familiare) battere la fiacca
stare a galla pedalando, «calpestare l’acqua»
la corsia
la confidenza con l’acqua
Gli altri sport acquatici
l’immersione subacquea
il surf, «lanciarsi contro le onde»
la tavola da surf
la barca a vela; la vela
remare, andare in barca
la canoa-kayak
il remo, la pagaia
lo snorkeling
il windsurf
il rafting, «andare alla deriva sull’acqua»
lo yacht
il canottaggio (da competizione)
la pallanuoto
gli sport acquatici
il motoscafo
il nuoto artistico, «il nuoto a figure»
Il combattimento e l’acqua nelle espressioni
vincere la durezza con la morbidezza
«quattro once deviano mille libbre»
«pugni fioriti, gambe ricamate» ⟶ tutta apparenza e niente sostanza
«le diciotto armi» ⟶ saper fare di tutto
«il pugno non lascia la mano, la canzone non lascia la bocca» ⟶ esercitarsi senza sosta
allenarsi nel più freddo dell’inverno e nel più caldo dell’estate
cavalcare il vento, fendere le onde
seguire la corrente
navigare controcorrente
«la roccia in mezzo alla corrente» ⟶ il pilastro, la roccia
Il kung fu nelle parole di tutti i giorni
impegnarsi, metterci impegno
fare tai chi; menare il can per l’aia
il colpo segreto, l’asso nella manica
saperci fare
mostrare quello che si sa fare
scambiarsi colpi; misurarsi
l’impegno non tradisce mai chi persevera
«il gatto a tre zampe» ⟶ il dilettante, il pasticcione
salire sul ring ⟶ raccogliere una sfida
«colui che gioca con la marea» ⟶ il pioniere audace
puntare più in alto, «lottare per risalire la corrente»
«il pesce bianco delle onde» ⟶ un nuotatore eccezionale
Frasi di esempio
So nuotare, ma non molto bene.
Ogni mattina, al parco, tanti anziani fanno tai chi.
Fin da piccolo adora i film di kung fu.
D’estate andiamo spesso a nuotare in piscina.
Per molti, Bruce Lee resta l’eroe del kung fu.
Per nuotare è meglio mettere gli occhialini.
Vorrei andare al mare a imparare il surf.
Il monastero di Shaolin si trova nello Henan.
Ha praticato arti marziali per tre anni in una scuola.
Il maestro ci fa tenere la posizione del cavaliere mezz’ora al giorno.
I bambini che non sanno nuotare devono restare dove si tocca.
Quando nuoto a stile libero, bevo sempre.
In barca bisogna sempre indossare il giubbotto di salvataggio.
Il taekwondo viene dalla Corea.
Sarà magro, ma non fidarti: ci sa fare.
I tuffatori cinesi hanno vinto moltissime medaglie d’oro.
Andiamo a fare rafting questo fine settimana!
Prima di imparare il kung fu, bisogna imparare l’etica marziale.
Il tai chi chuan cerca di vincere la forza con la morbidezza.
Nel mondo cinese quasi tutti conoscono i romanzi di cappa e spada di Jin Yong.
Le sue capacità non sono che un kung fu da gatto a tre zampe.
Qualsiasi cosa gli chiedi, lui svicola.
Nel 1966 Mao Zedong ha nuotato per più di un’ora nello Yangtze.
Lo studio è come una barca che risale la corrente: chi non avanza indietreggia. (proverbio)
L’uomo prudente ama l’acqua, e l’uomo perfetto le montagne. L’uomo prudente si dà movimento; l’uomo perfetto resta immobile. L’uomo prudente vive felice; l’uomo perfetto vive a lungo. (Confucio, Dialoghi, VI.21)


