Capitolo 6 degli Analetti di Confucio

子zǐ曰yuē:“雍yōng也yě可kě使shǐ南nán面miàn。”仲zhòng弓gōng问wèn子zǐ桑sāng伯bó。子zǐ曰yuē:“可kě也yě简jiǎn。”仲zhòng弓gōng曰yuē:“居jū敬jìng而ér行xíng简jiǎn,以yǐ临lín其qí民mín,不bù亦yì可kě乎hū?居jū简jiǎn而ér行xíng简jiǎn,无wú乃nǎi太tài简jiǎn乎hū?”子zǐ曰yuē:“雍yōng之zhī言yán然rán。”

VI.1. Il Maestro disse:
— Anche Yong può governare, col volto rivolto a mezzogiorno. Zhonggong interrogò Confucio su Zisang Bo. Il Maestro rispose:
— Ha buone qualità; si accontenta facilmente. Zhonggong disse:
— Essere sempre diligenti in prima persona, e non esigere troppo dal proprio popolo, non è forse lodevole? Ma essere negligenti in prima persona, e, nell'amministrazione, esigere poco dagli altri, non è forse accontentarsi troppo facilmente? Il Maestro rispose:
— Yong, dici il vero.

Note: Se un funzionario prende la ferma risoluzione di essere diligente, ha una determinazione, e governa se stesso con severità. Se inoltre esige poco dal popolo, gli oneri imposti non sono numerosi, e il popolo non è molestato. Ma se si propone anzitutto di accontentarsi facilmente, non ha determinazione, ed è molto indulgente verso se stesso. Se inoltre, negli affari, si accontenta di poco, non è forse una negligenza eccessiva e l'abbandono di tutte le leggi? Nelle Tradizioni familiari su Confucio si riferisce che Zisang Bo non portava in casa né tunica né berretto. Confucio lo biasimò per aver voluto che gli uomini vivessero come i buoi e i cavalli.




哀āi公gōng问wèn:“弟dì子zǐ孰shú为wéi好hào学xué?”孔kǒng子zǐ对duì曰yuē:“有yǒu颜yán回huí者zhě好hào学xué,不bù迁qiān怒nù,不bù贰èr过guò,不bù幸xìng短duǎn命mìng死sǐ矣yǐ!今jīn也yě则zé亡wáng,未wèi闻wén好hào学xué者zhě也yě。”

VI.2. Il principe Ai domandò a Confucio quali fra i suoi discepoli si applicassero con ardore allo studio e alla pratica della virtù. Confucio rispose:
— Yan Hui vi si applicava con ardore. Quando era giustamente adirato con qualcuno, non estendeva ingiustamente la sua collera a un altro. Non cadeva mai due volte nella stessa colpa. Purtroppo visse poco. Ora non c'è più nessuno che gli somigli. Non ho sentito citare alcun uomo che amasse veramente la saggezza.




子zǐ华huá使shǐ于yú齐qí,冉rǎn子zǐ为wèi其qí母mǔ请qǐng粟sù。子zǐ曰yuē:“与yǔ之zhī釜fǔ。”请qǐng益yì。曰yuē:“与yǔ之zhī庚gēng。”冉rǎn子zǐ与yǔ之zhī粟sù五wǔ秉bǐng,子zǐ曰yuē:“赤chì之zhī适shì齐qí也yě,乘chéng肥éféi马mǎ,衣yì轻qīng裘qiú。吾wú闻wén之zhī也yě,君jūn子zǐ周zhōu急jí不bù继jì富fù。”

VI.3. Zihua si trovava nel principato di Qi, incaricato di una missione. Ran Qiu chiese a Confucio del grano per la madre di Zihua. Il Maestro disse:
— Gliene do sei staia e quattro decimi. Ran Qiu ne chiese di più. Confucio disse:
— Gliene do sedici staia. Ran Qiu, di propria iniziativa, gliene diede quattrocento staia. Il Maestro rimproverò Ran Qiu, e gli disse:
— Zihua è andato a Qi su una vettura tirata da cavalli magnifici, e con vesti guarnite di fine pelliccia. Ho sentito dire che il saggio soccorre gli indigenti; ma non aggiunge all'opulenza dei ricchi.

Note: Un funzionario non deve rifiutare il trattamento ordinario. Se ha del superfluo, farà bene a distribuirlo ai poveri e agli indigenti.




原yuán思sī为wéi之zhī宰zǎi,与yǔ之zhī粟sù九jiǔ百bǎi,辞cí。子zǐ曰yuē:“毋wú以yǐ与yǔ尔ěr邻lín里lǐ乡xiāng党dǎng乎hū?”

Yuan Si era governatore di una prefettura. Confucio gli diede novecento misure di grano. Yuan Si, giudicando che fosse troppo, rifiutò. Il Maestro disse:
— Accettate; lo distribuirete ai poveri nei casali, nei villaggi, nelle città e nei borghi della vostra prefettura.




子zǐ谓wèi仲zhòng弓gōng曰yuē:“犁lí牛niú之zhī子zǐ锜qí且qiě角jiǎo,虽suī欲yù勿wù用yòng,山shān川chuān其qí舍shě诸zhū?”

VI.4. Il Maestro disse, parlando di Zhonggong:
— Se una giovenca, nata da una vacca dal pelo variegato, è di colore rossiccio e ha le corna ben regolari, anche se non la si volesse offrire in vittima, gli spiriti dei monti e dei fiumi non esigerebbero forse che fosse loro immolata?

Note: Sotto la dinastia dei Zhou, le vittime di colore rossastro erano le più stimate; si immolavano buoi rossi. Certo una giovenca o un toro che non sia di un solo colore non può servire come vittima; ma la giovenca o il toro nato da una vacca o da un toro dai colori variegati può essere immolato, se il suo colore è rossastro o rossiccio. Il padre di Zhonggong era un uomo spregevole e vizioso. Confucio si serve di un paragone tratto dal colore delle vittime, per mostrare che i vizi del padre non distruggono le buone qualità del figlio; che se Zhonggong ha virtù e talenti, gli si deve affidare un incarico nell'interesse del paese.




子zǐ曰yuē:“回huí也yě其qí心xīn三sān月yuè不bù违wéi仁rén,其qí余yú则zé日rì月yuè至zhì焉yān而ér已yǐ矣yǐ。”

VI.5. Il Maestro disse:
— Yan Hui trascorreva tre mesi interi senza che alcun moto del suo cuore si allontanasse dalla più alta perfezione. Gli altri miei discepoli raggiungono la perfezione al più una volta al giorno o al mese, e vi si arrestano.




季jì康kāng子zǐ问wèn:“仲zhòng由yóu可kě使shǐ从cóng政zhèng也yě与yú?”子zǐ曰yuē:“由yóu也yě果guǒ,于yú从cóng政zhèng乎hū何hé有yǒu!”曰yuē:“赐cì也yě可kě使shǐ从cóng政zhèng也yě与yú?”曰yuē:“赐cì也yě达dá,于yú从cóng政zhèng乎hū何hé有yǒu!”曰yuē:“求qiú也yě可kě使shǐ从cóng政zhèng也yě与yú?”曰yuē:“求qiú也yě艺yì,于yú从cóng政zhèng乎hū何hé有yǒu!”

VI.6. Ji Kangzi domandò se Zhongyou fosse capace di amministrare gli affari pubblici. Il Maestro rispose:
— You sa prendere una decisione; quale difficoltà avrebbe ad amministrare gli affari pubblici? Ji Kangzi disse:
— E Si è capace di amministrare gli affari pubblici? Confucio rispose:
— Si è molto intelligente; quale difficoltà avrebbe ad amministrare gli affari pubblici? Ji Kangzi disse:
— Qiu può gestire gli affari pubblici? Confucio rispose:
— Qiu ha molti talenti; quale difficoltà avrebbe ad amministrare gli affari pubblici?




季jì氏shì使shǐ闵mǐn子zǐ骞qiān为wéi费fèi宰zǎi。闵mǐn子zǐ骞qiān曰yuē:“善shàn为wéi我wǒ辞cí焉yān。如rú有yǒu复fù我wǒ者zhě,则zé吾wú必bì在zài汶wèn上shàng矣yǐ。”

VI.7. Il capo della famiglia Ji fece invitare Min Ziqian a esercitare la carica di governatore nella città di Fei. Min Ziqian rispose all'inviato:
— Esprimete cortesemente il mio rifiuto al vostro signore. Se mi manda un secondo messaggero, sarò certamente al di là della Wen.

Note: Min Ziqian, chiamato Sun, discepolo di Confucio. Wen, fiume che passava a sud del principato di Qi, a nord di quello di Lu. Il capo della famiglia Ji era gran prefetto; governava il principato di Lu con potere assoluto. La città di Fei gli apparteneva, e gli serviva come cittadella per resistere al suo principe. Quando Confucio era ministro della giustizia, voleva sempre demolirla. Un giorno Ji fece invitare Min Ziqian a esercitare la carica di governatore in quella città. Non aveva altro disegno che di legarselo. Ma Min Ziqian era un discepolo virtuoso e saggio del più saggio dei filosofi. Come avrebbe acconsentito a seguire il partito di un suddito che aveva usurpato tutto il potere? Rispose all'inviato: «Il gran prefetto vuole servirsi di me; ma gli onori e i ricchi emolumenti non eccitano i miei desideri. Voi, parlate per me al vostro signore dolcemente e con abilità. Ditegli il mio desiderio di non esercitare alcuna carica, e distoglietelo dall'affidarmi un incarico. Se torneranno a farmi un secondo invito, certamente lascerò il principato di Lu, e mi rifugerò al di là della Wen.»




伯bó牛niú有yǒu疾jí,子zǐ问wèn之zhī,自zì牖yǒu执zhí其qí手shǒu,曰yuē:“亡wáng之zhī,命mìng矣yǐ夫fú!斯sī人rén也yě,而ér有yǒu斯sī疾jí也yě!斯sī人rén也yě,而ér有yǒu斯sī疾jí也yě!”

VI.8. Essendo Bo Niu malato, il Maestro andò a fargli visita. Gli prese la mano attraverso la finestra, e disse:
— Lo perderemo. Il Cielo ha così ordinato. È mai possibile che un tale uomo sia così malato! È mai possibile che un tale uomo sia così malato!

Note: Bo Niu era uno dei discepoli di Confucio. Il suo cognome era Ran, e il suo nome proprio Geng. Gli antichi letterati hanno ritenuto che la sua malattia fosse la lebbra. La finestra di cui qui si parla guardava a mezzogiorno. Secondo gli usi, chi era malato si teneva presso una finestra rivolta a settentrione. Se doveva ricevere la visita di un principe, cambiava posto e si teneva presso una finestra rivolta a mezzogiorno, affinché il principe visitandolo avesse il volto rivolto a mezzogiorno. Le persone della casa di Bo Niu vollero fare lo stesso onore a Confucio; ma il filosofo non osò accettarlo. Non entrò nella casa, prese la mano del malato dalla finestra, e gli disse un eterno addio.




子zǐ曰yuē:“贤xián哉zāi回huí也yě!一yī箪dān食shí,一yī瓢piáo饮yǐn,在zài陋lòu巷xiàng,人rén不bù堪kān其qí忧yōu,回huí也yě不bù改gǎi其qí乐lè。贤xián哉zāi回huí也yě!”

VI.9. Il Maestro disse:
— Quanto era grande la saggezza di Yan Hui! Abitava in una misera stradina, non avendo che una scodella di cibo e un cucchiaio di bevanda. Un altro, vedendosi così privo di tutto, avrebbe avuto un dolore intollerabile. Hui era sempre contento. Oh! quanto era saggio Hui!




冉rǎn求qiú曰yuē:“非fēi不bù说yuè子zǐ之zhī道dào,力lì不bù足zú也yě。”子zǐ曰yuē:“力lì不bù足zú者zhě,中zhōng道dào而ér废fèi。今jīn汝rǔ画huà。”

VI.10. Ran Qiu disse:
— Maestro, non è che la vostra dottrina mi dispiaccia; ma non ho la forza di metterla in pratica. Il Maestro rispose:
— Chi davvero non ha forze sufficienti cade sfinito a metà strada. Voi, invece, vi prescrivete dei limiti.




子zǐ谓wèi子zǐ夏xià曰yuē:“汝rǔ为wéi君jūn子zǐ儒rú,无wú为wéi小xiǎo人rén儒rú。”

VI.11. Il Maestro disse a Zixia:
— Siate un letterato virtuoso e saggio, e non un letterato senza virtù.




子zǐ游yóu为wéi武wǔ城chéng宰zǎi。子zǐ曰yuē:“汝rǔ得dé人rén焉yān尔ěr乎hū?”曰yuē:“有yǒu澹dàn台tái明míng灭miè者zhě,行xíng不bù由yóu径jìng,非fēi公gōng事shì,未wèi尝cháng至zhì于yú偃yǎn之zhī室shì也yě。”

VI.12. Quando Ziyou era governatore di Wucheng, il Maestro gli disse:
— Avete trovato uomini che meritino la vostra fiducia? Ziyou rispose:
— C'è Dantan Mingmie. Non va mai per i sentieri appartati e nascosti. Mai è venuto al mio pretorio se non per affari pubblici.




子zǐ曰yuē:“孟mèng之zhī反fǎn不bù伐fá。奔bēn而ér殿diàn,将jiāng入rù门mén,策cè其qí马mǎ,曰yuē:‘非fēi敢gǎn后hòu也yě,马mǎ不bù进jìn也yě。’”

VI.13. Il Maestro disse:
— Meng Zhifan non si vanta. Essendo stato messo in rotta l'esercito, egli tornò per ultimo. Giunto alla porta della capitale, colpì il suo cavallo, dicendo:
— Non è che io abbia avuto il coraggio di ritirarmi dopo gli altri; ma il mio cavallo non avanza.

Note: Meng Zhifan, chiamato Zhi, era gran prefetto nel principato di Lu. L'undicesimo anno di Ai, l'esercito di Qi invase la frontiera settentrionale di Lu. Le truppe di Lu incontrarono quelle di Qi non lontano dalla capitale di Lu. Furono messe in rotta. Meng Zhifan restò solo dietro a tutti gli altri, tornò per ultimo e, ritirandosi, resistette ancora al nemico, per salvare l'esercito. Si può dire che abbia ben meritato dal suo paese. Giunto alla porta della capitale di Lu, nel momento in cui tutti gli sguardi erano rivolti a lui, frustò il suo cavallo, e disse: «Non avrei avuto il coraggio di restare per ultimo; ma il mio cavallo non può avanzare.» Non solo non ebbe alcun orgoglio della sua bella azione, ma cercò persino di nasconderla.




子zǐ曰yuē:“不bù有yǒu祝zhù跎tuó之zhī佞nìng,而ér有yǒu宋sòng朝cháo之zhī美měi,难nán乎hū免miǎn于yú今jīn之zhī世shì矣yǐ。”

VI.14. Il Maestro disse:
— A meno di avere il talento dell'oratore Tuo e la bellezza di Chao di Song, è difficile sfuggire all'odio in questo secolo.

Note: L'oratore Tuo, gran prefetto nel principato di Wei, era incaricato di fare l'elogio degli antenati del principe, di rivolgere loro preghiere e di trasmettere le loro risposte. Era assai abile nel parlare. Chao, figlio del principe di Song, era notevole per la sua bellezza. Questi due uomini erano in grande rinomanza, all'epoca degli avvenimenti narrati nel Chunqiu. Confucio disse gemendo: «Ora gli uomini non sono più come un tempo. Non amano la franchezza, ma l'adulazione; non amano la virtù, ma la bellezza. A meno di avere l'abilità dell'oratore Tuo e la bellezza di Chao, figlio del principe di Song, è impossibile piacere agli uomini della nostra epoca, e assai difficile sfuggire all'odio e all'invidia.»




子zǐ曰yuē:“谁shéi能néng出chū不bù由yóu户hù,何hé莫mò由yóu斯sī道dào也yě!”

VI.15. Il Maestro disse:
— Può qualcuno uscire dalla casa, se non per la porta? Perché nessuno cammina per la via della virtù?

Note: Gli uomini sanno che, per uscire, bisogna passare per la porta, e non sanno che, per agire bene, bisogna passare per la via della virtù (seguire la legge naturale).




子zǐ曰yuē:“质zhì胜shèng文wén则zé野yě,文wén胜shèng质zhì则zé史shǐ,文wén质zhì彬bīn彬bīn,然rán后hòu君jūn子zǐ。”

VI.16. Il Maestro disse:
— Colui in cui le qualità naturali prevalgono sulla cortesia dei modi e del linguaggio è un uomo rozzo. Colui in cui la cortesia dei modi e del linguaggio prevale sulle virtù interiori è come un copista di tribunale. Chi possiede in egual grado la virtù e la cortesia è un saggio.




子zǐ曰yuē:“人rén之zhī生shēng也yě直zhí,罔wǎng之zhī生shēng也yě,幸xìng而ér免miǎn。”

VI.17. Il Maestro disse:
— Ogni uomo nascendo ha la rettitudine del cuore. Se chi la perde non perde nello stesso tempo la vita, ha una fortuna che non ha meritato.




子zǐ曰yuē:“知zhī之zhī者zhě不bù如rú好hào之zhī者zhě,好hào之zhī者zhě不bù如rú乐lè之zhī者zhě。”

VI.18. Il Maestro disse:
— È meglio amare la virtù che conoscerla soltanto, ed è ancora meglio farne le proprie delizie che amarla soltanto.




子zǐ曰yuē:“中zhōng人rén以yǐ上shàng,可kě以yǐ语yǔ上shàng也yě;中zhōng人rén以yǐ下xià,不bù可kě以yǐ语yǔ上shàng也yě。”

VI.19. Il Maestro disse:
— Un uomo di virtù più che ordinaria può intendere insegnamenti elevati. Un uomo di virtù meno che ordinaria non ne è capace.




樊fán迟chí问wèn知zhì。子zǐ曰yuē:“务wù民mín之zhī义yì,敬jìng鬼guǐ神shén而ér远yuǎn之zhī,可kě谓wèi知zhì矣yǐ。”问wèn仁rén。子zǐ曰yuē:“先xiān难nán而ér后hòu获huò,可kě谓wèi仁rén矣yǐ。”

VI.20. Fan Chi lo interrogò sulla prudenza. Il Maestro disse:
— Adempiere i doveri propri dell'uomo, onorare gli spiriti, ma tenersene a distanza, questo si può chiamare prudenza. Fan Chi lo interrogò poi sulla perfezione della virtù. Confucio rispose:
— Un uomo perfetto mette al primo posto ciò che è più difficile; mette in secondo luogo i vantaggi che ne deve trarre; allora merita di essere chiamato perfetto.

Note: Onorare gli spiriti significa applicarsi con tutto il cuore a testimoniar loro la propria riconoscenza e a far loro offerte. Gli spiriti di cui qui si parla sono quelli ai quali si devono fare offerte. Tenersi in disparte significa non cercare in qualche modo di corteggiare gli spiriti per ottenerne favori. L'uomo ha regole costanti da osservare in tutte le sue azioni ogni giorno della sua vita. Se qualcuno, guidato dalla luce della ragione, dà tutta la sua applicazione ai doveri che deve compiere e alle cose che deve fare; se onora gli spiriti con omaggi sinceri, senza corteggiarli né sollecitarne i favori; la prosperità e la sventura non sono più capaci di toccarlo; non lo si deve forse chiamare prudente?




子zǐ曰yuē:“知zhì者zhě乐lè水shuǐ,仁rén者zhě乐lè山shān;知zhì者zhě动dòng,仁rén者zhě静jìng;知zhì者zhě乐lè,仁rén者zhě寿shòu。”

VI.21. Il Maestro disse:
— L'uomo prudente ama l'acqua, e l'uomo perfetto i monti. L'uomo prudente si dà movimento; l'uomo perfetto resta immobile. L'uomo prudente vive felice; l'uomo perfetto vive a lungo.

Note: L'uomo prudente ha lo spirito esente da ogni pregiudizio e da ogni passione, assai perspicace e libero da ogni impaccio. Ha una somiglianza con l'acqua; per questo ama l'acqua. L'uomo perfetto è grave e fermo di carattere; nulla può commuoverlo né agitarlo. Ha una somiglianza con i monti, e li ama. L'uomo prudente penetra ogni cosa con l'intelligenza; la sua attività raggiunge quasi il più alto grado possibile. L'uomo perfetto pratica tutte le virtù senza alcuno sforzo; il suo cuore non è né turbato né tormentato dalle passioni. Il suo riposo è quasi assoluto. Un uomo il cui cuore è attaccato alle cose esterne, come da legami, incontra ostacoli ai suoi desideri e prova mille affanni. L'uomo prudente, la cui anima è sempre pura e serena, non è arrestato da alcun ostacolo. Come non sarebbe felice? Un uomo che non pone freno alle sue passioni né ai suoi desideri si conduce male e abbrevia la sua vita. L'uomo perfetto gode di una salute forte e vigorosa, che nessun eccesso viene ad alterare. Come non vivrebbe a lungo?




子zǐ曰yuē:“齐qí一yī变biàn,至zhì于yú鲁lǔ,鲁lǔ一yī变biàn,至zhì于yú道dào。”

VI.22. Il Maestro disse:
— Se il principato di Qi migliorasse di un grado, varrebbe per i costumi quello di Lu. Se il principato di Lu divenisse migliore di un grado, sarebbe perfetto.




子zǐ曰yuē:“觚gū不bù觚gū,觚gū哉zāi觚gū哉zāi!”

VI.23. Il Maestro disse:
— Un vaso da vino che si chiama gu, cioè vaso ad angoli, se non ha angoli, deve essere chiamato gu?




宰zǎi我wǒ问wèn曰yuē:“仁rén者zhě虽suī告gào之zhī曰yuē,井jǐng有yǒu仁rén焉yān,其qí从cóng之zhī也yě。”子zǐ曰yuē:“何hé为wèi其qí然rán也yě。君jūn子zǐ可kě逝shì也yě,可kě陷xiàn也yě,可kě欺qī也yě,不bù可kě罔wǎng也yě。”

VI.24. Zai Wo disse:
— Un uomo perfetto, apprendendo che qualcuno è caduto in un pozzo, si getterà egli stesso nel pozzo per trarnelo fuori? Il Maestro disse:
— Perché agirebbe così? Un uomo saggio, ricevendo questo annuncio, potrà decidersi ad andare sull'orlo del pozzo, ma non vi si getterà egli stesso. Potrà essere ingannato, ma non accecato.




子zǐ曰yuē:“君jūn子zǐ博bó学xué于yú文wén,约yuē之zhī以yǐ礼lǐ,亦yì可kě以yǐ弗fú畔pàn矣yǐ夫fú。”

VI.25. Il Maestro disse:
— Il discepolo della saggezza studia i libri per acquisire conoscenze estese, e regola la sua condotta secondo i veri principî; giunge così a non allontanarsi dalla retta via.




子zǐ见jiàn南nán子zǐ,子zǐ路lù不bù说yuè。夫fú子zǐ矢shǐ之zhī曰yuē:“予yú所suǒ否fǒu者zhě,天tiān厌yàn之zhī,天tiān厌yàn之zhī!”

VI.26. Il Maestro visitò Nanzi. Zilu ne fu scontento. Il Maestro disse, pronunciando un'imprecazione:
— Se ho agito male, che il Cielo mi respinga! che il Cielo mi respinga!

Note: Nanzi, moglie di Ling, principe di Wei, aveva una condotta sregolata. Essendo Confucio giunto alla capitale di Wei, Nanzi lo invitò ad andarla a vedere. Confucio dapprima si scusò; poi, costretto dalla necessità, andò a visitare la principessa. Anticamente, chi esercitava una carica in un principato doveva, secondo gli usi, far visita alla moglie del principe. Zilu, non conoscendo questa usanza, trovava che fosse una vergogna visitare quella donna malvagia.




子zǐ曰yuē:“中zhōng庸yōng之zhī为wéi德dé也yě,其qí至zhì矣yǐ乎hū!民mín鲜xiǎn久jiǔ矣yǐ。”

VI.27. Il Maestro disse:
— La virtù che si tiene nell'invariabile mezzo è la più alta perfezione. Pochi uomini la possiedono, e ciò da lungo tempo.




子zǐ贡gòng曰yuē:“如rú有yǒu博bó施shī于yú民mín,而ér能néng济jì众zhòng,何hé如rú?可kě谓wèi仁rén乎hū?”子zǐ曰yuē:“何hé事shì于yú仁rén,必bì也yě圣shèng乎hū!尧yáo舜shùn其qí犹yóu病bìng诸zhū!夫fú仁rén者zhě己jǐ欲yù立lì而ér立lì人rén,己jǐ欲yù达dá而ér达dá人rén。能néng近jìn取qǔ譬pì,可kě谓wèi仁rén之zhī方fāng也yě已yǐ。”

VI.28. Zigong disse:
— Che si deve pensare di colui che spargesse ovunque i suoi benefici fra il popolo e potesse aiutare tutti gli uomini senza eccezione? Si potrebbe dire che è perfetto? Il Maestro rispose:
— Aiutare tutti gli uomini senza eccezione, è cosa possibile alla virtù perfetta? Per giungervi, non occorrerebbe forse la più alta saggezza, unita alla più grande potenza? Yao e Shun stessi avevano il dolore di non poterlo fare. Un uomo perfetto vuole tenersi saldo egli stesso, e rende saldi gli altri; desidera comprendere egli stesso i propri doveri, e istruisce gli altri. La virtù perfetta consiste, non nel soccorrere tutti gli uomini senza eccezione, ciò che è impossibile; ma nel giudicare gli altri da se stesso e nel trattarli come si desidera essere trattati da sé.

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