Lo sport si dice 体育 , letteralmente «formare il corpo»: 体 il corpo, 育 allevare, educare ⟶ l’educazione fisica, lo sport. La parola è arrivata dal giapponese alla fine dell’Ottocento, come molte parole moderne. Per l’attività in sé, si dice piuttosto 运动 , «mettere in movimento», già incontrato nella pagina La salute e la malattia. Questa pagina apre la categoria del tempo libero, delle arti e degli sport; va dal pallone al salto con l’asta.
I nomi dei giochi con la palla si formano quasi tutti sullo stesso modello: un carattere che dice come si gioca, poi 球 , «la palla». 足球 è il pallone del piede; 篮球 , il pallone del canestro; 网球 , la palla della rete; 羽毛球 , la palla di piume. Il rugby è un 橄榄球 , «un pallone oliva», ed è un’immagine azzeccata. Per 排球 , la pallavolo, di solito si spiega 排 con i giocatori allineati in file. È la spiegazione corrente, ma non ne ho trovato una fonte sicura.
Il verbo cambia con lo sport, ed è una trappola classica. A calcio si fa 踢 , si colpisce col piede (il gesto è nella pagina I gesti e le posture); a basket, a ping-pong o a tennis si fa 打 , si colpisce con la mano o con la racchetta. Però 打 ha finito per estendersi a quasi tutti i giochi con la palla, tanto che si dice anche 打排球 e perfino 打橄榄球. Non si dice mai 打足球. Ancora l’uso.
Il vocabolario del calcio è una serie di immagini. La porta è proprio una «porta», 球门 , e il portiere «colui che custodisce la porta», 守门员 ; tirare in porta si dice 射门 , «tirare sulla porta», come si scocca una freccia. Il rigore è un 点球 , «il pallone del punto», perché si tira dal dischetto. L’autogol è un 乌龙球 , «il pallone del drago nero»: la parola verrebbe dal cantonese di Hong Kong, dove 乌龙 voleva già dire «ingarbugliato» e suonava come l’inglese own goal. Oggi 乌龙 si dice di qualsiasi gaffe.
La Cina rivendica del resto l’invenzione del calcio. Il 蹴鞠 , «colpire col piede la palla di cuoio», si giocava fin dall’epoca degli Stati Combattenti, e sotto gli Han l’esercito se ne serviva per addestrare i soldati. Nel 2004 la FIFA ha riconosciuto la Cina come la culla del calcio, e più precisamente Linzi, nello Shandong (almeno, è quello che si legge ovunque in Cina). Il presente è meno glorioso: la nazionale, 国足 , è una fonte inesauribile di prese in giro per i cinesi stessi (non dirò di più). Ma la nazionale femminile di pallavolo, 女排 , è una leggenda. Vincitrice della Coppa del Mondo nel 1981 (frase 22), ha dato il suo nome a uno stato d’animo, 女排精神, quello delle giocatrici che non mollano mai.
Lo sport nazionale, invece, non è il calcio. Il ping-pong è il 国球 , «la palla nazionale», e il suo nome, 乒乓 , imita semplicemente il rumore della pallina. Ha perfino fatto diplomazia. Nel 1971, ai campionati del mondo di Nagoya, un incontro fortuito tra un giocatore americano e un giocatore cinese valse alla squadra americana un invito in Cina; Nixon seguì l’anno dopo. È la 乒乓外交 (frase 20). Lo slogan dell’epoca, 友谊第一,比赛第二, «prima l’amicizia, poi la gara», è rimasto (frase 24). Oggi lo si cita soprattutto con un sorriso, quando si è appena perso.
L’atletica si dice 田径 , letteralmente «i campi e i sentieri»: 田 le gare che si disputano sul terreno, salti e lanci, 径 le corse in pista ⟶ l’atletica. I nomi delle specialità sono trasparenti: 跳高 «saltare alto», 跳远 «saltare lontano», 短跑 «correre corto», 长跑 «correre lungo». Il getto del peso è un 铅球 , «una palla di piombo». La maratona, 马拉松 , è una semplice trascrizione: «cavallo, tirare, pino». Non vuol dire niente, ma tutti se la ricordano.
Lo sport ha dato molto alla lingua di tutti i giorni. Due uffici che si rimpallano una pratica fanno 踢皮球 , «calciano il pallone» (frase 21). Chi sfiora la regola senza oltrepassarla fa 打擦边球 , «gioca la palla che tocca il bordo del tavolo», espressione che viene, ancora una volta, dal ping-pong. I liceali a un mese dal gaokao sono in pieno 冲刺 , lo sprint finale (frase 23). E il 接力棒 , il testimone della staffetta, passa da una generazione all’altra.
A Confucio non piaceva la competizione, tranne una: il tiro con l’arco. Il saggio, dice, non contende mai nulla, salvo forse nel tiro, e anche lì saluta gli avversari prima di salire, e se perde, beve la coppa imposta ai vinti (frase 25, vedi il Capitolo 3 dei Dialoghi di Confucio). Il tiro con l’arco, 射 , faceva parte delle sei arti, 六艺 , dell’educazione del gentiluomo. È senza dubbio la più antica lezione di educazione fisica della Cina. Più serio del basket, certamente. Più divertente, non ne sono sicuro.
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Lo sport e gli sportivi
lo sport, l’educazione fisica, «formare il corpo»
la lezione di educazione fisica
l’insegnante di educazione fisica
lo sportivo, l’atleta
il pallone, la palla
giocare a palla
il campo (da calcio, da basket…)
la palestra, il palazzetto dello sport
la squadra
il giocatore, il compagno di squadra
il capitano
la maglia
riscaldarsi, «scaldare il corpo»
la condizione fisica
la partita in casa, «il campo del padrone di casa»
la partita in trasferta, «il campo dell’invitato»
Il calcio
il calcio, «il pallone del piede»
giocare a calcio
il portiere, «colui che custodisce la porta»
segnare un gol; il gol segnato
la Coppa del Mondo, i Mondiali
la porta (i pali e la traversa), «la porta del pallone»
tirare in porta, «tirare sulla porta»
passare la palla
l’attaccante
il difensore
il rigore, «il pallone del punto»
il calcio d’angolo, «il pallone dell’angolo»
il calcio di punizione, «il pallone a piacere»
il fuorigioco, «oltrepassare il proprio posto»
il colpo di testa (colpire il pallone di testa)
la nazionale (cinese) di calcio
il cuju, il calcio della Cina antica
Il basket, la pallavolo e gli altri palloni
la pallacanestro, il basket, «il pallone del canestro»
giocare a basket
la pallavolo, «il pallone in file»
il canestro (il ferro)
tirare a canestro
la schiacciata a canestro, «schiacciare nel canestro»
la pallamano
il rugby, il football americano, «il pallone oliva»
il baseball, «il pallone della mazza»
palleggiare (a basket)
il tiro da tre punti
la schiacciata (a pallavolo)
la nazionale femminile di pallavolo (della Cina)
Gli sport di racchetta
il ping-pong; la pallina da ping-pong
giocare a ping-pong
il badminton, «la palla di piume»
il tennis, «la palla della rete»
la racchetta
servire; il servizio
il singolare
il doppio
il golf
il biliardo, «la palla del tavolo»
il bowling
«la palla nazionale», il ping-pong
la diplomazia del ping-pong
il topspin, «la palla ad arco»
L’atletica
la maratona
il jogging, «correre lentamente»
la corsa di fondo, «correre lungo»
il salto in alto
il salto in lungo
la corsa (in gara)
la pista
la corsa veloce, lo sprint, «correre corto»
i cento metri
la staffetta, «ricevere la forza»
la corsa a ostacoli, «scavalcare la barriera»
la linea di partenza
il getto del peso, «la palla di piombo»
il giavellotto
il salto con l’asta
Gli altri sport individuali
il pugilato, «colpire col pugno»
la scherma, «colpire con la spada»
il tiro con l’arco, «tirare la freccia»
il tiro (sportivo)
il sollevamento pesi, «sollevare il pesante»
la lotta; fare una caduta
giocare al volano (il jianzi, col piede)
l’automobilismo
l’equitazione (sportiva)
il triathlon, «le tre prove dell’uomo di ferro»
il decathlon, «completo in dieci prove»
Le regole del gioco
l’arbitro; arbitrare
il punteggio
commettere un fallo, «violare la regola»
il cartellino giallo
il cartellino rosso
il fischietto
dare il calcio d’inizio
il pareggio, «la partita alla pari»
il primo tempo
il secondo tempo
attaccare; l’attacco
difendere; la difesa
uscire (dal campo), «varcare il confine»
i tempi supplementari, «la partita del tempo aggiunto»
fare una sostituzione
Lo sport nelle espressioni
unire le forze, «i cuori insieme, le forze unite»
dare il massimo, «andarci con tutte le proprie forze»
in un solo slancio, «a un solo rullo di tamburo»
gli ultimi arrivati passano davanti
testa a testa, «tu insegui, io raggiungo»
ad armi pari
avere una mira infallibile, «trafiggere una foglia di salice a cento passi»
pieno di vigore, «il drago si leva, la tigre balza»
camminare di buon passo, «come volando»
né superbia nella vittoria, né scoraggiamento nella sconfitta
Lo sport nelle parole di tutti i giorni
la giornata sportiva (della scuola, del quartiere)
bel colpo!, bella palla!
la stella del pallone
il titolare, la forza principale
la riserva, il sostituto
lo sprint finale; il rettilineo d’arrivo
la tecnica (di gioco con la palla)
rimpallarsi le responsabilità, «calciare il pallone di cuoio»
giocare sul filo delle regole, «giocare la palla che sfiora il bordo»
il testimone (della staffetta); la fiaccola che ci si passa
lo sforzo decisivo, «il tiro davanti alla porta»
l’autogol, «il pallone del drago nero»
il re del pallone
lo sparring partner, il compagno di allenamento
Frasi di esempio
«Che sport ti piace?» «Mi piace giocare a calcio.»
Il mercoledì pomeriggio abbiamo educazione fisica.
Ogni mattina va a fare jogging al parco.
Nel fine settimana gioco spesso a basket con degli amici.
Ai cinesi piace molto giocare a ping-pong.
Questo portiere è bravissimo.
Bel tiro! È dentro!
Vorrebbe correre una maratona.
Prima di correre bisogna sempre riscaldarsi.
L’arbitro gli ha dato un cartellino giallo.
Il punteggio alla fine del primo tempo è di uno a uno.
Mi sono storto il piede giocando a badminton.
I giocatori della loro squadra si intendono benissimo in campo.
Questa partita è finita in pareggio.
Nel salto in alto ha superato i due metri.
La nostra classe è arrivata prima nella staffetta.
Ha commesso un fallo in area e l’arbitro ha fischiato il rigore.
A tennis il singolare è molto più faticoso del doppio.
All’ultimo minuto ha segnato di testa.
Nel 1971 la «diplomazia del ping-pong» ha rimesso in contatto la Cina e gli Stati Uniti.
Nessuno vuole occuparsi di questa faccenda: i vari uffici continuano a rimpallarsela.
La nazionale femminile cinese di pallavolo ha conquistato il suo primo titolo mondiale nel 1981.
Manca solo un mese al gaokao: sono tutti in dirittura d’arrivo.
Prima l’amicizia, poi la gara. (slogan degli anni Settanta)
Il saggio non ha mai contese. Se ne avesse, sarebbe certamente quando tira con l’arco. Prima della gara saluta umilmente gli avversari e sale al luogo preparato. Dopo la gara beve il liquore che i vinti sono condannati a prendere. Anche quando gareggia, è sempre saggio. (Confucio, Dialoghi, III.7)


