La scuola si dice 学校 . 学 è «studiare»; 校, lo spiega Mencio stesso: 校者,教也, «il 校 è insegnare». Aggiunge che gli Xia chiamavano così le loro scuole, gli Yin 序 e gli Zhou 庠, e che solo 学 era comune alle tre dinastie. Invece il carattere mostra soprattutto legno, 木, e lo Shuowen lo definisce un ceppo di legno. Passare dal ceppo alla scuola non è ovvio (non conosco una spiegazione che mi convinca del tutto, e le battute le lascio agli allievi).
La forma antica di 学 è 學: due mani, un tetto, un bambino 子, e in mezzo 爻, tratti incrociati. Ci si vedono spesso le bacchette per contare messe nelle mani del bambino; è un’ipotesi tra le altre. 校 si legge del resto anche , in 校对 «confrontare e correggere le bozze». Ancora l’uso.
Il sistema segue in generale il ritmo 6 + 3 + 3: sei anni di 小学 , tre di 初中 , tre di 高中 (Shanghai fa cinque anni di primaria e quattro di medie). I primi nove anni formano il 义务教育 , la scuola dell’obbligo, da una legge del 1986. Attenzione: 中学 non corrisponde alla nostra scuola media, è tutta la secondaria. 初 «l’inizio» ⟶ le medie, 高 «l’alto» ⟶ le superiori. E se 小学, «il piccolo studio», è la scuola primaria, 大学, «il grande studio», è l’università, ma anche il titolo di uno dei Quattro Libri, il Grande Studio.
Alla fine delle medie, un esame smista gli allievi: grosso modo metà verso il liceo, l’altra metà verso lo 职高 , l’istituto professionale. È la regola dichiarata da anni; non so se sia ancora applicata dappertutto con lo stesso rigore. Da qui la corsa al 重点中学 , l’istituto d’élite, e a un buon 学区 . Per entrarci, i genitori comprano un 学区房, un alloggio nel bacino scolastico, spesso minuscolo e carissimo (pagina L’abitazione).
La lezione comincia con un rito. Suona la campanella, il 班长 grida 起立 !, gli allievi si alzano e dicono 老师好!, l’insegnante risponde 同学们好,请坐. L’insegnante stesso ha il suo posto nella pagina I mestieri (1): curare, insegnare, costruire. 同学 , «studiare insieme» ⟶ il compagno di classe. Ma la parola serve anche a rivolgersi a qualsiasi allievo o studente sconosciuto: 这位同学, «questo compagno», si dice in un campus a un giovane che non si conosce.
Il lunedì mattina tutta la scuola assiste allo 升旗仪式 , l’alzabandiera, con il fazzoletto rosso dei 少先队 , i Giovani Pionieri (pagina Gli accessori e gli abiti tradizionali). Tra due lezioni, la radio diffonde la musica del 课间操 e del 眼保健操 , la ginnastica degli occhi, che si fa massaggiandosi le palpebre dagli anni Sessanta. Non ho mai visto una prova seria della sua efficacia, e la miopia resta molto diffusa tra i giovani cinesi. Altra sorpresa per un genitore francese: nelle aule non c’è personale delle pulizie. Gli allievi di 值日 spazzano, lavano il pavimento e cancellano la lavagna.
La scuola cinese fa imparare molto a memoria: 早读 , la lettura ad alta voce del mattino, 背课文 , recitare il testo, 默写 , riscriverlo a memoria. In Europa spesso se ne sorride. Ma un testo saputo a memoria è una riserva di frasi giuste che ci si porta dietro tutta la vita, e non ho mai visto un allievo rimetterci. Il resto del tempo se ne va in compiti e in 补习班 , i corsi privati di ripetizione. Nel luglio 2021 la 双减 , «la doppia riduzione», ha limitato i compiti e vietato le ripetizioni a scopo di lucro nelle materie principali. Non sono sparite per questo, si sono fatte più discrete (salvo errore da parte mia, mancano i dati). I genitori, invece, hanno la loro riunione nella pagina La coppia e i figli.
Nell’astuccio tutto è 笔, il pennello: 铅笔 «pennello di piombo», 钢笔 «pennello d’acciaio», 圆珠笔 «pennello a perla rotonda», 粉笔 «pennello di polvere», 蜡笔 «pennello di cera» ⟶ 笔 indica tutto ciò che scrive, e il pennello per primo. Il 笔记本 , «il quaderno in cui si annota col pennello», è diventato il computer portatile (笔记本电脑). E la gomma, 橡皮 , è il caucciù, come il rubber degli inglesi.
La scuola deborda nella lingua di tutti i giorni. Negli stadi i tifosi gridano 下课! all’allenatore che perde: «fine della lezione!» ⟶ «dimissioni!». 开小差 si diceva del soldato che diserta, ora lo si dice dell’allievo che ha la testa altrove. E 凿壁偷光 ricorda 匡衡 , sotto gli Han, troppo povero per avere una lampada: bucò il muro del vicino per leggere alla sua luce. La frase 24 è spesso attribuita a 韩愈 , senza una fonte sicura, che io sappia.
L’ultima frase viene dai Dialoghi (Capitolo 15 dei Dialoghi di Confucio): 有教无类. 类 è «la categoria, la specie» ⟶ insegnare senza fare categorie: ricco o povero, nobile o no. Confucio chiedeva soltanto, dice altrove, un pacchettino di carne secca. Duemilacinquecento anni dopo è ancora l’ideale dichiarato. Il 学区房 dice un’altra cosa.
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Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per parlare della scuola dei suoi figli, di una lezione o di ciò che c’è nel suo astuccio. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Le tappe della scolarità
la scuola, l’istituto scolastico
andare a scuola; essere scolarizzato
la scuola primaria, le elementari
l’istruzione secondaria (medie e superiori)
la scuola media (i tre anni dopo la primaria)
il liceo, le superiori (i tre anni successivi)
lo scolaro delle elementari
lo studente delle medie o delle superiori
la scuola dell’obbligo
entrare a scuola; l’iscrizione
la scuola pubblica
la scuola privata
la classe preparatoria alla primaria (ultimo anno di materna)
l’istituto secondario d’élite, «scuola prioritaria»
l’istituto professionale
L’anno scolastico e il percorso
il semestre
l’inizio dell’anno scolastico, il rientro a scuola
l’uscita da scuola, la fine delle lezioni
le vacanze invernali
le vacanze estive
l’anno scolastico
cambiare scuola
ripetere l’anno
saltare una classe
abbandonare la scuola
scegliere la scuola (fuori bacino)
il bacino scolastico, la zona scolastica
L’istituto e la sua gente
il compagno di classe; «ragazzi» (all’appello)
l’allievo, lo studente
l’aula
il cortile, il campo sportivo della scuola
il coordinatore di classe
il capoclasse, il rappresentante di classe
il compagno di banco
il campus, il recinto scolastico
il cancello della scuola
la classe (il gruppo di allievi)
l’allievo responsabile di una materia
l’aula magna, l’auditorium
il regolamento d’istituto
La vita dello scolaro cinese
essere di turno (pulizia dell’aula)
accompagnare e andare a prendere (un bambino)
il corso di ripetizione (privato)
l’attività extrascolastica, il corso fuori dalla scuola
marinare la scuola
il fiorellino rosso (premio di buona condotta)
i Giovani Pionieri
la cerimonia dell’alzabandiera
la ginnastica della ricreazione
la ginnastica degli occhi
la «doppia riduzione» (compiti e corsi privati)
l’allievo modello, «l’allievo dalle tre qualità»
essere punito in piedi
La lezione
fare lezione, andare a lezione; «la lezione comincia»
la fine della lezione; (fam.) «dimissioni!»
rispondere; la risposta
la lavagna
il banco
la classe, la lezione (il luogo e il momento)
seguire una lezione; assistere a una lezione
fare una domanda; interrogare (un allievo)
la pedana dell’insegnante
alzarsi; «in piedi!»
la pausa tra due lezioni, la ricreazione
la campanella d’inizio lezione
l’orario delle lezioni
lo studio (lavoro autonomo)
la lettura del mattino (ad alta voce)
lo studio serale
Il lavoro dello scolaro
i compiti
fare i compiti
il testo della lezione
il tema
ripassare
esercitarsi; l’esercizio
i compiti a casa
consegnare i compiti
la parola nuova (di una lezione)
il dettato
leggere ad alta voce
imparare (o recitare) il testo a memoria
preparare la lezione
prendere appunti
scrivere a memoria (un testo imparato)
correggere (un compito)
Il materiale scolastico
la matita
la gomma
il quaderno
il libro di testo
la penna stilografica
il quaderno degli esercizi
l’astuccio (rigido)
il materiale scolastico, la cancelleria
la penna a sfera
il pastello a cera
il gesso
il cancellino
il taccuino; il computer portatile
il temperamatite
il correttore a nastro
il compasso
il goniometro
la carta da brutta copia
Lo studio nelle espressioni
«Studiare bene e progredire ogni giorno»
insegnare e formare le persone (la missione del maestro)
il sapere non ha limiti
non vergognarsi di chiedere a chi ne sa meno
da un esempio dedurre il resto, «alzare un angolo e girare gli altri tre»
studiare nonostante la povertà, «bucare il muro per rubare la luce»
«maestro per un giorno, padre per la vita»
procedere passo dopo passo, con ordine
amare fare la lezione agli altri
rispettare il maestro e onorare la Via
«se cammino in tre, c’è di certo un mio maestro»
La scuola nelle parole di tutti i giorni
studiare, imparare
leggere; studiare, fare gli studi
i compiti, le lezioni; (fig.) il lavoro preparatorio
copiare i compiti (di un altro); (fig.) riprendere la soluzione altrui
saper leggere, conoscere i caratteri
il condiscepolo, «la stessa finestra»
il topo di biblioteca, «lo stordito dei libri»
avere la testa altrove; (in origine) disertare
pagare la retta scolastica; (fig.) imparare a proprie spese
l’analfabeta
dare una lezione (a qualcuno)
Frasi di esempio
Quest’anno mio figlio comincia la prima elementare.
La scuola ricomincia il 1° settembre.
Usciamo da scuola alle quattro e mezza.
L’insegnante scrive alla lavagna.
Hai finito i compiti?
Ho dimenticato la matita e la gomma.
Aprite il libro a pagina dieci, per favore.
Che cosa pensi di fare durante le vacanze estive?
Niente chiacchiere durante la lezione.
Domani il coordinatore di classe tiene una riunione con i genitori.
Preparo il testo della lezione con il mio compagno di banco.
È suonata la campanella e tutti gli allievi sono corsi in cortile.
L’insegnante ci ha chiesto di imparare il testo a memoria.
Ogni giorno, dopo la scuola, deve ancora andare a ripetizione.
Se avete una domanda, alzate la mano.
Oggi tocca a me il turno di pulizia: devo cancellare la lavagna.
La scuola è vicinissima a casa mia, a dieci minuti a piedi.
Quanti allievi ci sono nella vostra classe?
Da bambino ha saltato una classe: a quindici anni era già al liceo.
Per entrare in un istituto d’élite, molti genitori comprano un alloggio in un buon bacino scolastico.
Da quando c’è stata la «doppia riduzione», i corsi privati fuori dalla scuola sono diventati molto più rari.
Dopo la seconda ora di lezione del mattino, tutta la scuola fa la ginnastica della ricreazione.
L’insegnante corregge i nostri temi con la penna rossa.
La montagna dei libri ha un sentiero, la diligenza; il mare dello studio non ha riva, lo sforzo ne è la barca. (detto)
Il saggio ammette alla sua scuola tutti gli uomini, senza distinzione. (Confucio, Dialoghi, XV.38)


