Il mestiere si dice 职业 su un modulo, ma nella conversazione si chiede semplicemente 你做什么工作? , «che lavoro fai?» (frase 1). Il settore in cui si lavora è il 行业 . Attenzione: 行 qui si legge , «la fila, la schiera», e non , «camminare». Ogni mestiere è una fila, e la tradizione ne conta trecentosessanta: 三百六十行 (frase 20).
Questa lettura ritorna in tutta una famiglia di parole: 同行 il collega di mestiere, 改行 cambiare mestiere, 行话 il gergo, 行家 l’intenditore. L’insidia è che gli stessi caratteri si leggono a volte in entrambi i modi. 同行 letto vuol dire «fare la strada insieme». Solo il contesto decide, e all’inizio non è evidente.
Per dire il mestiere di qualcuno basta 是 : 我爸爸是工程师 (frase 5). Con 当 , letteralmente «tenere il posto di», si dice piuttosto il mestiere che si vuole fare o che si è finito per esercitare (frase 3). I nomi dei mestieri si formano con una manciata di suffissi: 师 il maestro (工程师, 建筑师), 家 lo specialista riconosciuto (科学家), 员 il membro di un corpo (研究员), 工 l’operaio (电工), 匠 l’artigiano (木匠). In compenso, niente permette di indovinare quale va con quale mestiere. Ancora l’uso.
Il medico è 医生 , e 大夫 quando gli si parla (le parole della visita e dell’ospedale sono nella pagina Curarsi). La specialità si mette davanti, con 科 , il reparto: 外科医生 , letteralmente «medico del reparto esterno» ⟶ il chirurgo; 儿科医生 il pediatra. La storia ha lasciato una parola a parte: 赤脚医生 , i «medici scalzi», quei contadini formati in pochi mesi che hanno curato le campagne negli anni Sessanta e Settanta.
Per l’insegnante, tre parole che non si scambiano. 老师 è la parola di tutti i giorni e quella che si mette dopo il cognome: 王老师 (frase 4). 教师 è il nome del mestiere, quello delle statistiche e dei moduli, e non si dice mai 王教师. 教授 è un grado universitario. Si noti che 老师 va ben oltre la scuola: lo si dà per cortesia a un artista, a un presentatore, a chiunque si riconosca una competenza. Altra insidia, la lettura di 教: quando il verbo è da solo o in 教书 (frase 9), negli altri composti (教师, 教授, 教学, 教练).
L’artigiano si riconosce da 匠 . Il carattere riunisce 匚, la cassa, e 斤, l’ascia (lo stesso 斤 che oggi serve a pesare la verdura): è l’ascia riposta nella cassetta degli attrezzi, e il primo 匠 era un carpentiere. Quanto alla pronuncia, i dizionari danno una seconda sillaba leggera nei mestieri più antichi, 木匠 , 铁匠 , e un quarto tono pieno in 工匠 . Per gli altri non sono sempre d’accordo fra loro, e all’orecchio la differenza è sottile.
Due parole si pronunciano . 师傅 è quella che si rivolge al tassista o al tecnico delle riparazioni (pagina La vita in società). 师父 , con 父 il padre, è il maestro che vi ha formato: si è il suo 徒弟 , e ci si mette in proprio solo dopo aver finito il proprio tempo presso di lui, 出师 (frase 13). Il proverbio dice 一日为师,终身为父 : «maestro per un solo giorno, padre per tutta la vita».
Costruire una casa si dice 盖房子 . 盖 vuol dire prima di tutto «coprire»: si è costruito quando il tetto è posato. 建 è più sostenuto, 造 si usa per ciò che si fabbrica, un ponte o una nave. Il patrono dei carpentieri e dei muratori è 鲁班 , un artigiano del paese di Lu che sarebbe vissuto intorno al quinto secolo avanti la nostra era. Mostrare la propria abilità con l’ascia davanti alla sua porta, 班门弄斧 , significa fare la lezione a chi ne sa di più (frase 22).
La ricerca, infine: 研究 , 研 «macinare» (l’inchiostro sulla pietra) + 究 «andare fino in fondo» ⟶ studiare a fondo. Raddoppiata, la parola cambia tono. 我们研究研究 , «studieremo la questione», è spesso un modo cortese di non promettere niente (e i burloni sentono 烟酒 , «sigarette e alcol», quello che bisognerebbe portare perché la pratica vada avanti).
Le ultime due frasi vengono dai Dialoghi. 诲人不倦 , «insegnare senza mai stancarsi», è ciò che Confucio dice di sé stesso, in forma di domanda (Capitolo 7 dei Dialoghi di Confucio). Ed è a Zigong, che lo interrogava sulla virtù e non sul bricolage, che risponde che l’operaio comincia con l’affilare i suoi strumenti (Capitolo 15 dei Dialoghi di Confucio). I mestieri del commercio, delle arti e della produzione sono nella pagina seguente. Prima gli attrezzi.
Clicchi su qualsiasi carattere della pagina: il suo ordine di scrittura compare tratto per tratto, con la freccia che indica la direzione del tratto.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per dire il suo mestiere, chiedere quello degli altri o trovare qualcuno per una riparazione. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Il mestiere
il lavoro; lavorare
la professione
il settore, il ramo
la specializzazione; professionale
fare, lavorare come (medico, insegnante…)
fare
esercitare (un’attività)
l’operaio
lavorare sotto padrone, fare lavoretti
il mestiere, l’abilità manuale
la tecnica
l’esperienza
esperto, dalla mano sicura
guadagnarsi da vivere
Curare
il medico
l’infermiera, l’infermiere
il chirurgo
il pediatra
l’oculista
lo psicologo
il farmacista
l’anestesista
l’ostetrica
l’operatore sociosanitario, il badante (in ospedale)
il dietista, il nutrizionista
il massaggiatore
l’agopuntore
il direttore (di ospedale, di istituto)
salvare
curare (una malattia)
occuparsi di, prendersi cura di
essere di turno, di guardia
il turno di notte
Insegnare
l’insegnante, il maestro
il docente (nome del mestiere)
il professore universitario
il preside, il rettore
il docente universitario (non ordinario)
l’assistente (alla didattica)
il relatore, il tutor
l’allenatore, l’istruttore
l’insegnante straniero
la maestra d’asilo
il tutor degli studenti (all’università)
insegnare
insegnare, fare scuola (di mestiere)
fare lezione
l’insegnamento, la didattica
seguire (un allievo), dare ripetizioni
formare; la formazione
Fare ricerca
studiare, fare ricerca; la ricerca
il ricercatore
lo scienziato
lo studioso, l’accademico
lo specialista, l’esperto
l’accademico (membro di un’Accademia)
inventare; l’invenzione
l’inventore
la ricerca scientifica
l’articolo (scientifico), la tesina, la tesi
il laboratorio
l’istituto di ricerca
Gli artigiani
l’artigiano
il falegname, il carpentiere
il fabbro
lo scalpellino
il calzolaio
il fabbro di serrature, il chiavaio
l’orologiaio
l’argentiere
il riparatore, il meccanico
l’artigiano, l’uomo del mestiere
l’apprendista
il discepolo, l’allievo (di un maestro)
la bottega, il laboratorio artigiano
tramandare (un sapere); la trasmissione
l’abilità unica, il segreto del mestiere
riparare, aggiustare
I mestieri dell’edilizia
l’ingegnere
il designer, lo stilista
l’architetto
l’operaio edile
l’elettricista
l’idraulico
l’imbianchino
l’operaio delle ristrutturazioni (finiture)
il facchino, lo scaricatore
il saldatore
il muratore, il conciatetti
il caposquadra, il cottimista
In cantiere
costruire (una casa)
costruire una casa
edificare, erigere
fabbricare, costruire
progettare, disegnare; il progetto
il disegno tecnico, la pianta
i lavori, l’opera, l’ingegneria
il mattone
il tondino, l’armatura
l’impalcatura, il ponteggio
la gru
I mestieri nelle espressioni
in ogni mestiere c’è un primo della classe
amare il mestiere che si fa
da un mestiere all’altro c’è una montagna
maneggiare l’ascia davanti alla porta di Lu Ban: fare la lezione a un maestro
l’esercizio fa il maestro
cercare di fare sempre meglio
di un’abilità che supera la natura
insegnare a ciascuno secondo le sue attitudini
insegnare e imparare si fanno crescere a vicenda
insegnare senza mai stancarsi
il medico ha un cuore buono
farsi monaco a metà strada: arrivare tardi a un mestiere
I mestieri nelle parole di tutti i giorni
il maestro (colui che vi ha formato)
il grande maestro
l’intenditore, chi è del mestiere
il collega di mestiere, uno dello stesso mestiere
cambiare mestiere
il gergo del mestiere
il veterano, «mano vecchia»
il principiante, «mano nuova»
finire l’apprendistato, mettersi in proprio
coscienzioso, dedito al proprio lavoro
dilettante; fuori dal lavoro
un mestiere in mano, una competenza propria
Frasi di esempio
Che lavoro fa?
Mia madre è infermiera, fa il turno di notte in ospedale.
Vuole diventare medico.
Il professor Wang ci insegna il cinese.
Mio padre è ingegnere.
Hanno costruito una casa nuova in paese.
Il medico gli ha salvato la vita.
La mia bicicletta è rotta, chi la sa aggiustare?
Insegna all’università da vent’anni.
Stasera è di turno il dottor Li.
È un chirurgo rinomato, ha fatto migliaia di interventi.
Questo falegname ha un’ottima mano.
Ha passato tre anni presso il suo maestro prima di potersi mettere in proprio.
Questo ponte è stato progettato da un ingegnere francese.
Il tubo è rotto, bisogna chiamare un idraulico.
La sua tesi riguarda gli artigiani dell’epoca Tang.
Sono alle prime armi, la ringrazio se vorrà guidarmi.
Prima faceva l’insegnante, poi ha cambiato mestiere ed è diventato designer.
Arrivato in città a sedici anni per lavorare, ha cominciato da facchino ed è finito caposquadra.
Ci sono trecentosessanta mestieri, e in ognuno si può essere il primo.
Da un mestiere all’altro c’è una montagna: del loro gergo non capisco una parola.
Dire queste cose davanti a gente del mestiere è proprio maneggiare l’ascia davanti alla porta di Lu Ban.
Questo mestiere si è tramandato per cinque generazioni; oggi nessuno vuole più impararlo.
Imparare senza provare mai sazietà, insegnare senza mai stancarsi. (Confucio, Dialoghi, VII.2)
L’operaio che vuole fare bene il suo lavoro deve cominciare con l’affilare i suoi strumenti. (Confucio, Dialoghi, XV.9)


