Giocare si dice 玩 . Il carattere unisce la giada, 王 (forma ridotta di 玉), per il senso, e 元 per il suono; lo Shuowen lo definisce con 弄 , «maneggiare». Dapprima, dunque, si è «giocato» con begli oggetti che si tenevano in mano. Il giocattolo è un 玩具 , «l’utensile per giocare», e il gioco un 游戏 . Dopo Gli sport invernali, la ginnastica e la competizione, questa pagina apre la serie dei passatempi.
Diversi giocattoli conosciuti in tutto il mondo vengono dalla Cina. Il tangram è un 七巧板 , «le sette tavolette ingegnose»: compare in Cina a cavallo tra Settecento e Ottocento e va di gran moda in Europa intorno al 1818. Il misirizzi è un 不倒翁 , «il vecchio che non cade», e l’espressione indica anche il politico che sopravvive a tutti i cambiamenti. Per fabbricare giocattoli di carta, vedi Origami di giocattoli.
I giochi da cortile si somigliano da un paese all’altro, ma non i loro nomi. Il nostro «un, due, tre, stella» è un 一二三木头人, «uno, due, tre, uomo di legno»: ognuno deve immobilizzarsi come una statua di legno. La campana si dice 跳房子 , «saltare le case». E in 老鹰捉小鸡, «l’aquila acchiappa i pulcini», la chioccia protegge dietro di sé una fila di bambini aggrappati gli uni agli altri.
Il go è un 围棋 , letteralmente «gli scacchi dell’accerchiamento»: 围 «circondare» + 棋 «gioco di pedine» ⟶ il go. Lo Shiben ne attribuisce l’invenzione all’imperatore Yao, e il Bowuzhi precisa che voleva istruire il figlio Danzhu; è una leggenda, beninteso. Il gioco oppone le pietre nere, 黑子 , che muovono per prime (frase 11), alle bianche. Nel 2017 il campione cinese Ke Jie ha perso le sue tre partite contro AlphaGo, che i cinesi soprannominano 阿尔法狗 , «il cane Alfa», un gioco di parole con Go (frase 21).
Gli scacchi cinesi, 象棋 , hanno i loro pezzi. Attenzione: il pezzo 车, il carro, si legge e non . In mezzo alla scacchiera scorre il 楚河汉界 , «il fiume di Chu, il confine di Han», ricordo della guerra tra Xiang Yu e Liu Bang. Il soldato, 卒 , non torna mai indietro; passato il fiume, può muoversi anche di lato. Da qui il 过河卒子 , colui al quale non resta che avanzare. Hu Shi lo scrisse nel 1938 sotto il proprio ritratto, quando divenne ambasciatore negli Stati Uniti (frase 24).
Il mahjong, 麻将 , è nato nell’Ottocento, ma nessuno è d’accordo sul luogo esatto. Lo si chiama scherzosamente il 国粹 , «la quintessenza nazionale». Attenzione ancora: quando si vince la mano, 和 si legge , da cui 和牌 ; del resto molti lo scrivono 胡. Si dice anche 搓麻将 , «strofinare il mahjong», per il rumore delle tessere che si mescolano a piene mani sul tavolo. E quando manca un giocatore, si è 三缺一 (frase 13).
Le carte hanno le loro immagini. Il seme di cuori è un 红桃 , «una pesca rossa», perché la forma del cuore ricorda quella della pesca. Uno dei giochi di carte più giocati oggi, 斗地主 , «combattere il proprietario terriero», verrebbe dallo Hubei. Per il dado, riporto 骰子 , la lettura dei caratteri; ma si sente soprattutto , che il dizionario scrive 色子. Gli stessi cinesi esitano.
Confucio biasima l’ozio più del gioco (frase 25, vedi il Capitolo 17 dei Dialoghi di Confucio): meglio giocare, dice, che restare senza far niente. Couvreur traduce 博弈 con «tavolette e scacchi». In realtà 弈 designava allora il go (lo Shuowen lo glossa con 围棋), e 博 un gioco di dadi e pedine oggi scomparso. Lo Zuozhuan parla già del giocatore che 举棋不定 , «alza il pezzo senza sapere dove posarlo». Per giocare in classe, vedi Giochi in classe per imparare il cinese.
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I giocattoli
il giocattolo
il negozio di giocattoli
la bambola; il bebè
il palloncino, «la palla d’aria»
le costruzioni, «i legni impilati»
l’aquilone
far volare un aquilone
il peluche
la bambola (all’occidentale), «la bambola straniera»
la trottola
il cubo di Rubik, «il quadrato magico»
i Lego
lo scivolo
l’altalena a bilico
il tangram, «le sette tavolette ingegnose»
il misirizzi, «il vecchio che non cade»
il tamburello a sferette (sonaglio cinese)
l’elica volante, «la libellula di bambù»
il diabolo cinese, «il bambù cavo»
I giochi dei bambini
il gioco
giocare a nascondino
saltare la corda; la corda per saltare
sasso, carta, forbici, «sasso, forbici, stoffa»
fare le bolle di sapone
il parco divertimenti
giocare a campana, «saltare le case»
giocare all’elastico
«l’aquila acchiappa i pulcini» (gioco d’inseguimento)
il gioco del fazzoletto
un, due, tre, stella, «uno, due, tre, uomo di legno»
la biglia (di vetro)
la giostra dei cavalli
il ripiglino (figure di spago tra le dita)
gli aliossi, «afferrare i sassolini»
far rotolare il cerchio
il combattimento di grilli
Il go
giocare a scacchi (o a go)
una partita a scacchi (o a go)
gli scacchi, il go; il pezzo
il go, «gli scacchi dell’accerchiamento»
la scacchiera, il tavoliere
il pezzo, la pietra, la pedina
il Nero, la pietra nera
il Bianco, la pietra bianca
il giocatore di scacchi, di go
il gomoku, «gli scacchi delle cinque pietre»
catturare un pezzo, «mangiare una pietra»
disputare una partita (a scacchi, a go)
il grado (in dan)
il nono dan
concedere un handicap, «cedere pietre»
ritirare una mossa, «pentirsi del pezzo»
Gli scacchi cinesi e i giochi con pedine
lo xiangqi, gli scacchi cinesi
gli scacchi (occidentali), «gli scacchi internazionali»
giocare a scacchi cinesi
gli scacchi cinesi (nome completo), «lo xiangqi della Cina»
scacco!; dare scacco
il fiume che taglia la scacchiera, «fiume di Chu, confine di Han»
la dama cinese, «gli scacchi che saltano»
il Non t’arrabbiare (versione con aerei)
dare scacco matto
il carro (pezzo degli scacchi cinesi, equivale alla torre)
il cannone (pezzo degli scacchi cinesi)
il soldato (pezzo degli scacchi cinesi)
il gioco dell’esercito (gioco di pedine militare)
Il mahjong
il mahjong
giocare a mahjong
la tessera del mahjong
fare mahjong, vincere la mano
vincere con la propria pescata, «toccare da sé»
il mazziere, il banco
«tre, ne manca uno» (manca un quarto giocatore)
la sala da mahjong
giocare a mahjong, «strofinare il mahjong»
essere in attesa dell’ultima tessera, «ascoltare la tessera»
scartare la tessera che fa vincere un avversario, «accendere il cannone»
la quintessenza nazionale (il mahjong, per scherzo)
Le carte
le carte da gioco; il poker
giocare a carte
la carta; la tessera
dare le carte
cuori, «la pesca rossa»
picche, «la pesca nera»
quadri, «il blocco quadrato»
fiori, «il fiore d’erba»
il jolly grande, «il grande re»
il jolly piccolo, «il piccolo re»
«combattere il proprietario terriero» (gioco di carte)
giocare una carta, «tirare fuori una carta»
la scala colore, «sequenza dello stesso seme»
la scala (di carte)
la coppia
barare a carte
il bridge, «le carte del ponte»
I giochi da tavolo e gli indovinelli
il dado
il gioco da tavolo, «il gioco sul tavolo»
l’indovinello
giocare agli indovinelli
la regola
tocca a
tirare i dadi
il Monopoly, «il grande riccone»
il Lupus in Tabula (gioco di bluff e deduzione), «il lupo mannaro uccide»
la cena con delitto, «uccidere secondo il copione»
fare il cattivo giocatore, non rispettare le regole
darsi per vinto, arrendersi
l’indovinello a trabocchetto, «svolta brusca del cervello»
lo Huarong Dao (rompicapo a pezzi scorrevoli), «la strada di Huarong»
il sudoku
la catena di 成语, «collegare il drago»
Il gioco nelle espressioni
esitare, «tenere il pezzo sollevato senza posarlo»
trovare un avversario alla propria altezza
«il giocatore si smarrisce, lo spettatore vede chiaro»
«chi guarda la partita senza dire niente è un vero gentiluomo»
divertirsi fino a perdere ogni ambizione
«pezzo posato, nessun rimpianto» (si assumono le proprie scelte)
«una mossa imprudente, e tutta la partita è persa»
disseminato ovunque, «sparso come le stelle e i pezzi sulla scacchiera»
Il gioco nelle parole di tutti i giorni
scherzare
la briscola, la carta vincente
rigiocare una partita per analizzarla; fare il bilancio
la carta coperta; il vero gioco di qualcuno
«giocare una grande partita» (avere un piano segreto, ironico)
«il soldato che ha passato il fiume» (non si può più tornare indietro)
non giocare secondo le regole, essere imprevedibile
Frasi di esempio
Sai giocare a scacchi cinesi?
I bambini fanno volare gli aquiloni nel parco.
Giochiamo a nascondino!
Per il mio compleanno, la nonna mi ha regalato una bambola.
Tutti i pomeriggi il nonno gioca a scacchi nel parco.
Tocca a te.
Sasso, carta, forbici: chi perde va a comprare da bere.
A Capodanno tutta la famiglia gioca a mahjong.
Le regole di questo gioco sono molto semplici.
Risolve un cubo di Rubik in meno di un minuto.
Nel go è il Nero che comincia.
Non fare il cattivo giocatore, hai già perso!
Siamo in tre, ce ne manca uno: vieni?
Da bambini giocavamo spesso a campana nel cortile.
Alla festa di Primavera molti giocano a «combattere il proprietario terriero».
Questa partita dura da tre ore e non è ancora finita.
«Scacco!» «Non così in fretta, posso ancora muovermi.»
Questo fine settimana andiamo a fare giochi da tavolo da amici.
Esitava e, per un bel po’, non ha posato il pezzo.
«Il vero gentiluomo guarda la partita senza dire niente»: quindi taci.
Nel 2017 Ke Jie ha perso tre partite a zero contro AlphaGo.
Ha fatto mahjong con la propria pescata ed è saltato di gioia.
Il giocatore si smarrisce, lo spettatore vede chiaro: ascolta dunque il parere dei tuoi amici.
Diventato un soldato che ha passato il fiume, non posso che lanciarmi dritto in avanti. (Hu Shi)
Quando non si fa che bere e mangiare tutto il giorno, senza applicare la mente ad alcuna occupazione, com’è difficile diventare virtuosi! Non ci sono forse le tavolette e gli scacchi? Meglio sarebbe dedicarsi a questi giochi che restare senza far niente. (Confucio, Dialoghi, XVII.21)


