Questa lezione in video (in francese):
Iscriviti al canale YouTube «Cours de chinois» (in francese):
MI ISCRIVO!
La Cina è un paese immenso: con circa 9,6 milioni di km², è grande circa 32 volte l'Italia! La sua popolazione è molto varia: 56 etnie, tra cui gli Han, i cinesi «propriamente detti», che costituiscono l'etnia maggioritaria. Ogni etnia ha la propria lingua (tranne gli Hui, ma questa è un'altra storia), spesso con numerose varianti che possono andare dal semplice accento al dialetto vero e proprio.
I cinesi parlano diversi grandi dialetti, ma ciascuno presenta al suo interno differenze tali che non sempre ci si capisce da una città all'altra, anche all'interno dello stesso gruppo dialettale. Per far fronte a una simile diversità serve una lingua comune: il mandarino. In cinese si dice Pǔtōnghuà (pronuncia approssimativa: «pu-tung-hua», con la p seguita da un leggero soffio e la h simile alla «c» aspirata toscana di «la casa»), letteralmente «parlata di comunicazione generale», quindi lingua comune.
I corsi di cinese online su chine-culture.com sono corsi di cinese mandarino.
Lingua parlata e scrittura
Il cinese ha una particolarità che ne fa il fascino ma anche la difficoltà: la scrittura non indica (o indica poco, e mai in modo preciso) la pronuncia. Si può quindi imparare a parlare cinese senza saperlo leggere né scrivere. Questo corso propone di imparare a parlare e a scrivere il cinese, ma alcuni caratteri del vocabolario non andranno imparati obbligatoriamente, affinché la scrittura non freni l'apprendimento della lingua.
La trascrizione fonetica: il pinyin
Poiché la scrittura cinese non indica la pronuncia, serve una trascrizione fonetica. Dagli anni Cinquanta la trascrizione fonetica ufficiale del cinese è il pinyin, parola che in cinese significa «compitare i suoni». Prima degli anni Cinquanta ogni paese aveva la propria trascrizione. Per questo motivo i vecchi libri sulla Cina riportano trascrizioni di parole cinesi che non corrispondono al pinyin. Per esempio, per indicare la terra d'origine di Confucio, la vecchia trascrizione francese scriveva «Lou», perché in francese il suono della «u» italiana si scrive «ou». In pinyin questa parola si scrive «lu», perché qui la «u» si pronuncia come la «u» italiana (ma a volte anche come la «ü» tedesca: lo vedremo nelle prossime lezioni). Imparare tutte le differenze di pronuncia tra il pinyin e l'italiano sarebbe molto noioso, se non impossibile, e del tutto scoraggiante per un principiante. E non sarebbe nemmeno di grande utilità. Questo corso di cinese presenterà quindi le differenze a poco a poco. Potrai sempre consultare la sintesi nella pagina Il pinyin.
I toni del pinyin
In cinese a ogni carattere corrisponde una sillaba. Le parole cinesi sono composte in genere da una o due sillabe, a volte tre, raramente quattro. Ogni sillaba ha un significato. Per esempio, nella parola 'buongiorno' «nǐhǎo», «nǐ» significa 'tu', 'te' e «hǎo» significa 'stare bene'. Per salutare in cinese si augura all'interlocutore di stare bene, come quando diciamo «buongiorno», cioè auguriamo un buon giorno.
In cinese mandarino ogni sillaba ha un tono. Vuol dire che la voce varia tra il grave e l'acuto. È un punto difficile per chi comincia e parla una lingua senza toni. La percezione (distinguere a orecchio) e la realizzazione (pronuncia) dei toni si acquisiscono con la pratica e richiedono in genere diversi mesi. Non bisogna quindi scoraggiarsi.
In cinese esistono quattro intonazioni distinte: si parla dei quattro toni del cinese. Questi quattro toni si indicano con degli accenti su ogni sillaba. Può capitare che una sillaba non porti accento: si parla allora di tono neutro.
Esempio dei quattro toni + il tono neutro con la sillaba 'ma':
- 1° tono: 妈 (mamma) è il tono alto o primo tono
ascolta:
- 2° tono: 麻 (canapa) è il tono ascendente o secondo tono
ascolta:
- 3° tono: 马 (cavallo) è il tono basso o terzo tono
ascolta:
- 4° tono: 骂 (insultare) è il tono discendente o quarto tono
ascolta:
- 5° tono: 吗 (particella interrogativa: si mette alla fine di una frase per trasformarla in domanda) è il tono neutro o quinto tono. In realtà si tratta dell'assenza di tono. Per questo lo si chiama raramente 5° tono: è preferibile chiamarlo tono neutro.
ascolta:
I toni del pinyin si segnano sulle vocali. La scelta della vocale segue quest'ordine di priorità: a, o, e, u, i (tranne quando la i segue la u, come in «ui»: in quel caso il tono va sulla i). Esempi: mǎi, huā, jiā, dōu, shuō, què, suì, xiě jiǔ,....
Presentazione della pronuncia del vocabolario della prima lezione
Riepilogo del vocabolario dell'Unità 1:
: io, me
: tu, te
: egli, lui
: stare bene, andare bene
: buongiorno
: molto
: particella interrogativa semplice
: particella interrogativa (riprende la domanda. Esempio: E tu?)
: grazie
: negazione
: arrivederci
Esercitati a ripetere queste parole imitando la voce registrata.
Nota sulla fonetica
Per pronunciare bene il cinese bisogna cercare di imitare il meglio possibile la pronuncia delle registrazioni. Soprattutto, non bisogna cercare di «leggere» il pinyin.
Quanto ai toni, all'inizio non bisogna preoccuparsi troppo. Basta ripetere le registrazioni cercando di imitarne l'intonazione.
Questo corso è proposto in collaborazione con Learn-chinese.online.



