La musica si dice 音乐 : 音 «il suono» + 乐 «la musica» ⟶ la musica. Attenzione, 乐 ha due letture: per la musica, per la gioia (快乐 , «felice»). Che i due significati abbiano la stessa origine lo si afferma molto spesso, ma non ne sono sicuro al 100%. Dopo I videogiochi, gli hobby creativi e la vita all’aria aperta, questa pagina apre la serie delle arti.
La musica cinese antica si basa su una scala di cinque note, i 五音 . Da qui l’espressione 五音不全 , «le cinque note non sono al completo» ⟶ cantare stonato. Si dice anche 跑调 , «scappare dal tono» (frase 9). E per leggere la musica, a scuola, molti cinesi non imparano prima il pentagramma, il 五线谱 , ma il 简谱 , la notazione numerica: 1 per do, 2 per re, 3 per mi. È molto più semplice.
Diversi strumenti «cinesi» sono venuti da fuori. L’二胡 è 二 «due» (corde) + 胡 «gli Hu», nome dato ai popoli del Nord e dell’Ovest ⟶ la viella a due corde degli Hu. Il 琵琶 è arrivato dall’Asia centrale. L’erhu ha solo due corde, ma un buon suonatore ne trae una quantità di sentimenti (frase 10).
Il carattere 琴 indicava in origine soltanto la cetra dei letterati, il 古琴 . Oggi serve per ogni sorta di strumenti: il pianoforte è un 钢琴 , «una cetra d’acciaio», l’arpa un 竖琴 , «una cetra in piedi», la fisarmonica un 手风琴 , «una cetra a vento delle mani». Ancora l’uso.
Invece, là dove l’italiano «suona» tutto, il cinese sceglie il verbo secondo il gesto. Si 弹 il pianoforte o la chitarra (si pizzicano, si percuotono le corde), si 拉 il violino e l’erhu (si tira l’archetto), si 吹 il 唢呐 o il flauto (si soffia), si 打 il tamburo (si batte). È uno dei primi errori degli studenti, e uno dei più facili da correggere.
Nel 1978, nella tomba del marchese Yi di Zeng (Hubei), è stato riportato alla luce un carillon di sessantacinque campane di bronzo, un 编钟 . Aveva più di 2400 anni, e suonava ancora intonato (frase 20). Ogni campana dà due note diverse a seconda del punto in cui la si percuote: non conosco altri strumenti antichi così precisi.
Un amico che ci capisce davvero è un 知音 , letteralmente «colui che conosce la musica». La parola viene dalla storia di Bo Ya, suonatore di cetra, e di Zhong Ziqi, l’unico che sentiva le montagne e l’acqua nella sua musica. Alla morte dell’amico, Bo Ya spezzò la sua cetra (frase 24). Così si racconta, almeno.
Ballare si dice 跳舞 , «saltare la danza». Il carattere 舞 ha una storia curiosa: sulle ossa oracolari rappresentava un danzatore che teneva degli oggetti nelle mani. Questo disegno fu poi preso in prestito per scrivere 無, «non avere» (oggi semplificato in 无), e si aggiunsero due piedi sotto il danzatore per ritrovare la danza. Si balla il 扭秧歌 nei villaggi del Nord, e il drago e il leone alle feste (vedi Le feste). Nel 2005, ventuno danzatori sordi hanno profondamente commosso il pubblico del gala del Capodanno cinese con 千手观音 (frase 21): seguivano il ritmo grazie ai segni di insegnanti collocati ai lati del palco.
Per Confucio, la musica non è un divertimento: è, insieme ai riti, ciò che regola i costumi. Trovava i canti di Shao «del tutto belli e dolci» (vedi il Capitolo 3 dei Dialoghi di Confucio, III.25). A Qi, sentendoli, dimenticò il sapore della carne per tre mesi (frase 25, vedi il Capitolo 7 dei Dialoghi di Confucio). Io non ho mai ascoltato nulla con una tale passione.
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La musica
la musica
la canzone
ascoltare musica
il concerto
la musica pop, «la musica di moda»
la musica classica
il testo (di una canzone)
il rock, «scuotere e rotolare»
il jazz
la musica tradizionale cinese, «la musica del popolo»
la melodia
il ritmo
comporre (musica)
l’hip-hop
la musica sinfonica
l’armonia
la ballata, la canzone folk
Il canto
cantare
la canzone, il brano cantato
ascoltare canzoni
il coro; cantare in coro
il concerto (di un cantante)
il microfono
l’assolo (canto); cantare da solista
la voce, la gola
stonare, «scappare dal tono»
l’acuto; la voce acuta
il grave; il basso
il fan (di un cantante), «affascinato dalle canzoni»
scegliere una canzone (al karaoke, alla radio)
la corale
la canzone popolare
il bel canto, «la bella voce»
cantare a cappella, «cantare a nudo»
stonare, «le cinque note non sono al completo»
Gli strumenti cinesi
lo strumento musicale
il tamburo
l’erhu, la viella a due corde
la cetra guzheng
il flauto traverso cinese
il pipa, il liuto cinese
il suona, l’oboe cinese
il gong
la cetra guqin, «la cetra antica»
il flauto di zucca
gong e tamburi
lo yangqin, il salterio cinese a martelletti
il flauto verticale xiao
l’organo a bocca sheng
il carillon di campane di bronzo
la viella a testa di cavallo (mongola)
Gli strumenti occidentali
il pianoforte, «la cetra d’acciaio»
la chitarra
il violino
suonare il pianoforte
il violoncello
la tromba, «il piccolo corno»
il sassofono
la batteria, «i tamburi su supporto»
il flauto traverso (occidentale), «il flauto lungo»
la tastiera elettronica
suonare il violino, «tirare il violino»
il clarinetto, «il tubo ad ancia semplice»
l’arpa, «la cetra in piedi»
la fisarmonica, «la cetra a vento delle mani»
Suonare, provare, esibirsi
suonare (uno strumento a corde o a tastiera)
esercitarsi (con uno strumento)
il palco
lo spettacolo; esibirsi
il gruppo (musicale), l’orchestra
suonare, eseguire (musica)
lo spartito
l’orchestra
il direttore d’orchestra; dirigere
provare (uno spettacolo); la prova
l’album
il festival musicale
l’accompagnamento; accompagnare
l’assolo (strumento)
improvvisare; l’improvvisazione
l’esame di livello (di uno strumento)
il bis, «tornare in scena»
accordare (uno strumento)
il pentagramma, «lo spartito a cinque linee»
la notazione numerica, «lo spartito semplificato»
La danza
ballare
la danza
il ballo (festa)
il balletto
la danza hip-hop, «la danza di strada»
il compagno o la compagna di ballo
il passo di danza
il danzatore, la danzatrice
il ballo da sala, «il ballo dell’amicizia»
andare a ballare in discoteca, «saltare disco»
i balli latini
il valzer
il tango
la coreografia; coreografare
la danza contemporanea
il tip tap
Le danze cinesi
la danza folcloristica (dei popoli della Cina)
la danza classica cinese
ballare lo yangge (danza popolare del Nord)
la danza del ventaglio
il tamburo da vita; la danza del tamburo da vita
la danza del pavone (dei dai)
la danza della Guanyin dalle mille braccia
La musica nelle espressioni
l’eco gira ancora intorno alle travi (una musica che resta nell’orecchio)
aria troppo elevata, poche voci per accompagnarla (opera troppo dotta per piacere)
cantare e ballare insieme (festa allegra)
alzarsi al canto del gallo per esercitarsi (perseveranza)
uno canta, l’altro risponde (fare coppia, spesso peggiorativo)
chi ha maniche lunghe balla bene (avere carte da giocare, saper manovrare)
arie diverse, lo stesso talento (mezzi diversi, stesso risultato)
la cetra, il go, la calligrafia e la pittura (le arti del letterato)
La musica nelle parole di tutti i giorni
l’amico che ci capisce, «che conosce la musica»
fare il bastian contrario, «cantare l’aria contraria»
essere in sintonia, «seguire la stessa misura»
incoraggiare, farsi coraggio, «battere il tamburo della forza»
essere in ansia, «battere il tamburo nel cuore»
il tema dominante; il discorso ufficiale
dare il tono, fissare la linea
fare grandi discorsi, «cantare in acuto»
con gran clamore, «battere gong e tamburi»
Frasi di esempio
Sai suonare il pianoforte?
Ascolto musica tutte le sere.
Andiamo a cantare insieme.
Lei balla molto bene.
Il testo di questa canzone è molto bello.
Fa il batterista in un gruppo.
Questo fine settimana c’è un concerto, ci vai?
Mia figlia studia violino.
Appena canta, stona.
L’erhu ha solo due corde, eppure esprime una quantità di sentimenti.
I biglietti del concerto sono andati esauriti in un attimo.
È esercitandosi con lo strumento un’ora al giorno che si fanno progressi.
Questo brano ha una melodia molto semplice e un ritmo veloce.
Il mese prossimo l’orchestra parte in tournée in Europa: prova tutti i giorni.
Molti bambini cinesi studiano pianoforte fin da piccolissimi e sostengono esami di livello.
Alla festa, tutti si sono messi a fare balli da sala.
Ai matrimoni si suona il suona, e lo si suona anche ai funerali.
Il pubblico non smetteva di applaudire: il gruppo è dovuto tornare in scena.
Qualunque cosa io dica, lui mi dà contro.
Il carillon del marchese Yi di Zeng è rimasto sottoterra per più di 2400 anni, e lo si poteva ancora suonare dopo la sua scoperta.
Al gala del Capodanno cinese del 2005, ventuno danzatori sordi hanno interpretato «La Guanyin dalle mille braccia».
Prima di salire sul palco, aveva il panico da palcoscenico.
La sua musica è troppo dotta: trova pochi ascoltatori.
Dopo la morte di Zhong Ziqi, Bo Ya spezzò la sua cetra e non suonò mai più: non aveva più nessuno al mondo che capisse la sua musica.
Il Maestro, trovandosi nel principato di Qi, sentì eseguire i canti di Shao. Per i tre mesi in cui li studiò, ebbe lo spirito così assorto che non percepiva il sapore delle carni. «Non pensavo, disse, che l’autore di questi canti avesse raggiunto una così grande perfezione.» (Confucio, Dialoghi, VII.13)


