La grammatica si dice 语法 , letteralmente «la regola della lingua». La parola è giovane, e la disciplina pure: la prima grammatica cinese nel senso in cui la intendiamo, il 马氏文通 di Ma Jianzhong, risale al 1898, e ritaglia il cinese classico sul modello del latino. Si sente dire spesso che il cinese non ha grammatica. È falso, ma capisco da dove venga l’idea. Questa pagina fa seguito a I caratteri e la pronuncia.
Il verbo cinese non si coniuga, il nome non ha né genere né numero, e l’aggettivo non si accorda con niente. Tutto poggia su due cose: l’ordine delle parole, il 语序 , e una manciata di parolette che i letterati chiamavano già 虚词 , «parole vuote» ⟶ parole grammaticali, in opposizione alle 实词 , «parole piene», che portano il senso. Questa distinzione è molto più antica della parola 语法 stessa. 了, 着, 过 e i 语气词 come 吗 o 吧 sono parole vuote: da sole non vogliono dire nulla, eppure la frase non sta in piedi senza di loro.
Il 量词 , letteralmente «parola di misura», è il primo shock. Non si dice «un libro» ma «un volume di libro», 一本书, né «un cane» ma 一只狗. Su questo sito li chiamiamo classificatori; altri dicono quantificatori. Il più comune, 个, serve un po’ a tutto, e i cinesi stessi lo usano al posto del classificatore giusto più spesso di quanto i manuali ammettano.
I nomi delle funzioni sono trasparenti, per chi legge i caratteri. Il 主语 è «la parola padrona», il soggetto; il 谓语 , «la parola che dice», il predicato; il 宾语 , «la parola ospite», il complemento oggetto. Il 定语 «fissa» il nome e si mette sempre davanti a lui; lo 状语 «descrive lo stato» e si mette davanti al verbo. Resta il 补语 , «la parola che completa», posto dopo il verbo: 听懂, 看完, 说得很好. È, credo, il vero punto duro della grammatica cinese per un italofono, e non si risolve in un giorno.
Due costruzioni hanno diritto a un nome tutto loro. Il 把字句 usa 把 «afferrare»: si prende il complemento e lo si posa davanti al verbo, 我把书看完了, «ho finito di leggere il libro». Il 被字句 usa 被, che vuol dire prima di tutto «subire»: è il passivo. Attenzione, questo passivo conserva una sfumatura di disgrazia. 我的钱包被偷了, «mi hanno rubato il portafoglio», è perfettamente naturale; un passivo per una buona notizia sa spesso di traduzione (anche se l’uso si sta muovendo, sotto l’influenza dell’inglese).
Il cinese classico si scriveva senza punteggiatura. Il lettore divideva da sé il testo, e saperlo fare voleva dire saper leggere. Gli attuali 标点符号 sono stati adottati ufficialmente solo nel 1920, ispirandosi ai segni occidentali. Noti il 句号 , un cerchietto 。 al posto del nostro punto, il 顿号 、, che separa i termini di un’enumerazione, e il 书名号 《》, che fa il lavoro del nostro corsivo per i titoli delle opere.
Per i dizionari, il cinese distingue lo 字典 , che spiega i caratteri, e il 词典 , che spiega le parole. Il 康熙字典 , terminato nel 1716, registra circa 47 000 caratteri, buona parte dei quali è servita una volta sola. Lo 新华字典 , invece, sta in una cartella, e ogni scolaro cinese ne ha uno. Si dice che sia stato stampato in più di 500 milioni di copie (cifra che non saprei verificare, ma non ho mai visto nessuno contestarla). Ci si cerca un carattere per pinyin, per radicale o per numero di tratti; è per questo che la pagina precedente insiste sull’ordine dei tratti. Il sito ha anche il suo Dizionario cinese.
Oggi tutto questo sta in un telefono: si scrive in pinyin grazie all’输入法 , oppure si traccia il carattere col dito, in 手写 . Non me ne lamento: chi impara oggi legge molto prima di quelli della mia generazione. In compenso, si riconoscono i caratteri senza più saperli scrivere, e i cinesi hanno perfino un nome per questo, 提笔忘字, «prendere il pennello e dimenticare il carattere».
La calligrafia si dice 书法 , «la regola della scrittura». I suoi strumenti sono i 文房四宝 , i quattro tesori dello studio del letterato: il pennello 毛笔 , letteralmente «la penna di peli», l’inchiostro, la carta 宣纸 di Xuancheng, nell’Anhui, e la pietra da inchiostro 砚台 (vedi Il materiale per la calligrafia cinese). I bambini cominciano con il 描红 : ripassano con l’inchiostro nero dei caratteri stampati in rosso.
Gli stili di scrittura raccontano la storia dei caratteri. I 甲骨文 , incisi sotto gli Shang su ossa e gusci di tartaruga, sono stati identificati solo nel 1899, in «ossa di drago» vendute in farmacia, a credere a una storia forse un po’ troppo bella. Vengono poi le iscrizioni sul bronzo, la scrittura sigillare unificata dai Qin, la scrittura degli scribi degli Han, poi la regolare 楷书 , la corrente 行书 e la corsiva 草书 , «la scrittura d’erba» (vedi Gli stili di calligrafia cinese). Attenzione, il carattere tipografico 宋体 porta il nome dei Song ma si è fissato sotto i Ming. Wang Xizhi, lo 书圣 , avrebbe scritto su un’asse con tanta forza che l’inchiostro vi penetrò per tre 分: è l’origine di 入木三分 .
Confucio non ha mai parlato di calligrafia. Però opponeva il 文, la forma, la cultura, al 质, la sostanza, il naturale: troppa sostanza fa un rozzo, troppa forma fa uno 史, che Couvreur traduce con «un copista di tribunale» (frase 25, vedi Capitolo 6 dei Dialoghi di Confucio). Lo 史 era lo scriba, l’uomo dello scritto. Ci si può leggere un avvertimento ai calligrafi. I cinesi dicono anche 字如其人 . Non ne sono così sicuro.
Clicchi su qualsiasi carattere della pagina: il suo ordine di scrittura compare tratto per tratto, con la freccia che indica la direzione del tratto.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per parlare di grammatica, cercare una parola nel dizionario o parlare di calligrafia. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Le parti del discorso
la grammatica
il nome, il sostantivo
il verbo
l’aggettivo (aggettivo verbale)
l’avverbio
il pronome
il classificatore, «la parola di misura»
la preposizione (coverbo)
la congiunzione
la particella, «la parola che aiuta»
la particella modale (吗, 呢, 吧)
il numerale
l’onomatopea
la parola grammaticale, «la parola vuota»
la parola lessicale, «la parola piena»
il verbo separabile (见面, 睡觉)
la categoria grammaticale di una parola
La frase
la frase
il soggetto
la frase interrogativa
il predicato
il complemento oggetto
il complemento del verbo (di risultato, di grado…)
l’ordine delle parole
la frase negativa
la struttura della frase
fare una frase (con una parola data)
soggetto, verbo, oggetto
la frase con 把
la frase passiva con 被
il determinante (ciò che precede il nome)
il complemento circostanziale (ciò che precede il verbo)
La punteggiatura
la punteggiatura
la virgola
il punto (。)
il punto interrogativo
il punto esclamativo
le virgolette
i puntini di sospensione (……)
i due punti
le parentesi
la virgola di enumerazione (、)
le parentesi angolari dei titoli (《》)
Le parole e il loro senso
la parola (di vocabolario)
la parola, l’espressione
il lessico, il vocabolario
la frase d’esempio
spiegare; la spiegazione
il sinonimo
il quasi-sinonimo
il contrario, l’antonimo
l’impiego, l’uso (di una parola)
il cinese (la materia scolastica)
il significato di una parola
la parola con più significati
la collocazione fissa
I dizionari e gli strumenti
il dizionario di caratteri
il dizionario (di parole)
cercare nel dizionario
il metodo di immissione (sulla tastiera)
lo Xinhua Zidian, il piccolo dizionario di tutti gli scolari
il Dizionario del cinese moderno
il dizionario cinese-inglese
il dizionario francese-cinese
il dizionario elettronico
il software di traduzione
scrivere a mano; la scrittura a mano sullo schermo
il dizionario di Kangxi (1716)
lo Shuowen jiezi, primo dizionario analitico (verso l’anno 100)
la voce (di un dizionario)
la definizione
l’indice dei radicali (di un dizionario)
Il materiale del calligrafo
la calligrafia, «la regola della scrittura»
il pennello, «la penna di peli»
esercitarsi a scrivere
scrivere col pennello
l’inchiostro liquido
la pietra da inchiostro
la carta xuan (carta di riso)
i quattro tesori dello studio del letterato
il quaderno di modelli
il sigillo
pennello, inchiostro, carta, pietra da inchiostro
il bastoncino d’inchiostro
copiare un modello
ripassare i caratteri stampati in rosso (quaderno per bambini)
la punta del pennello; il vigore del tratto
l’iscrizione e la firma (di un’opera)
Gli stili di scrittura
il carattere tipografico, lo stile dei caratteri
le iscrizioni su ossa e gusci
la scrittura sigillare
la scrittura degli scribi (scrittura clericale)
la scrittura regolare
la scrittura corrente
la scrittura corsiva, «la scrittura d’erba»
il carattere Song (la scrittura da stampa)
le iscrizioni sul bronzo
la piccola scrittura sigillare (dei Qin)
la corsiva folle
il carattere Kai (imitazione del pennello)
la calligrafia a penna, «a pennello duro»
il «santo della calligrafia» (Wang Xizhi)
La scrittura nelle espressioni
la scrittura è lo specchio della persona
penetrante, «l’inchiostro entra di tre fen nel legno»
di grande vigore, «la forza attraversa la carta»
scrivere con brio, «il pennello corre come draghi e serpenti»
cancellare con un tratto, metterci una pietra sopra
giocare con le parole, «far danzare lo scritto e maneggiare l’inchiostro»
incolto, «non una goccia d’inchiostro nel petto»
fare la guerra sulla carta, teorizzare senza pratica
le parole non rendono il pensiero
conciso e completo
attenersi alla routine, «custodire le regole come Mozi custodiva le sue mura»
La scrittura nelle parole di tutti i giorni
l’articolo, il testo
il titolo
la lingua parlata
la lingua scritta
il paragrafo
fare una brutta copia
una bella calligrafia
un dizionario ambulante (una persona)
affettato, troppo letterario
la penna magistrale; il gesto grandioso
il tratto sbagliato; la nota stonata
la buona penna (chi scrive bene)
Frasi di esempio
Che cosa vuol dire questa parola?
Non conosco questo carattere: cerchiamolo nel dizionario.
La grammatica cinese è difficile?
Alla fine di una frase si mette un punto.
Pratica la calligrafia fin da piccolo.
Sai fare una frase con questa parola?
Ho comprato un pennello e una boccetta d’inchiostro.
Professore, potrebbe darci una frase d’esempio?
In cinese i verbi non si coniugano.
本 è il classificatore dei libri.
Il contrario di 大 (grande) è 小 (piccolo).
In cinese l’ordine delle parole conta molto: soggetto, predicato, oggetto.
Oggi tutti cercano nel dizionario con il telefono.
Questo «Xinhua Zidian» lo uso da vent’anni.
Il titolo di un libro va tra parentesi angolari.
La scrittura regolare si legge facilmente, la corsiva a fatica.
Ha una bellissima calligrafia.
Questo testo è diviso in tre paragrafi.
In una frase con 把, il complemento oggetto è in genere determinato.
了, 着 e 过 sono tutte particelle.
I posteri hanno chiamato Wang Xizhi «il santo della calligrafia».
Le iscrizioni su ossa e gusci sono i più antichi caratteri organizzati in sistema finora ritrovati.
La sua critica va davvero al fondo delle cose.
Leggi un libro cento volte, e il suo senso apparirà da sé. (detto)
Colui nel quale le qualità naturali prevalgono sulla cortesia dei modi e del linguaggio è un uomo rozzo. Colui nel quale la cortesia dei modi e del linguaggio prevale sulle virtù interiori è come un copista di tribunale. Colui che possiede in egual misura la virtù e la cortesia è un saggio. (Confucio, Dialoghi, VI.16)


