La pittura cinese si dice 国画 , «la pittura nazionale», o 中国画 (vedi Pittura cinese). La parola è recente: si impone solo nel Novecento, per distinguere la pittura tradizionale dalla pittura a olio venuta dall’Occidente. Prima si diceva semplicemente 画. Dopo Il teatro, il cinema e la fotografia, ecco l’ultima pagina delle arti.
Due grandi maniere si dividono la pittura cinese. Il 工笔 , «il pennello accurato», traccia ogni dettaglio; lo 写意 , «scrivere l’idea», coglie lo spirito in poche pennellate. Noti il verbo: in cinese un quadro si «scrive». 写生 , «scrivere il vivente», è dipingere dal vero; 速写 , «scrivere in fretta», è lo schizzo. Pittura e calligrafia condividono il pennello, l’inchiostro e la carta, e la lingua non le ha mai davvero separate.
Il solo inchiostro basta a un quadro, poiché 墨分五色 , «l’inchiostro ha cinque colori», dal nero profondo al grigio più pallido. Invece, non mi chieda quali: gli elenchi antichi non concordano sui cinque. Il numero dice soprattutto che il nero non è mai un solo nero.
Ciò che non si dipinge conta quanto il resto. Il 留白 , «conservare il bianco», lascia alla carta il compito di raffigurare il cielo, l’acqua o la nebbia (frase 9). Confucio diceva già 绘事后素, «prima di dipingere, bisogna avere un fondo bianco» (frase 25, vedi il Capitolo 3 dei Dialoghi di Confucio, III.8). Attenzione: il senso esatto della formula è discusso fin dall’Antichità, ed è il suo discepolo Zixia a trarne subito una lezione sui riti. Il paesaggio, invece, non esisteva ancora come genere.
Una pittura cinese non si appende così com’è: bisogna montarla, intelarla, 装裱 (vedi Il montaggio della pittura cinese). Diventa allora un rotolo, 卷轴 . Lo 手卷 , il rotolo orizzontale, si svolge da destra a sinistra, una sezione dopo l’altra. Lo si legge come un libro.
L’architettura cinese è fatta di legno, 木结构 (frase 13). È la sua forza (le travature si piegano senza spezzarsi) e la sua debolezza: il fuoco e il tempo l’hanno decimata. Il più antico edificio in legno ancora in piedi in Cina, la grande sala del tempio Nanchan, nello Shanxi, risale al 782. Le gronde rialzate, i 飞檐 , sono «gronde che volano», e le tegole invetriate gialle, i 琉璃瓦 , erano riservate agli edifici imperiali e ai templi onorati dall’imperatore (frase 15).
La vecchia Pechino è costruita su un asse nord-sud, lo 中轴线 (frase 14), che attraversa la Città Proibita. Dal 2024 è iscritto nel patrimonio mondiale dell’Unesco. È la simmetria portata alla scala di una città.
Il giardino cinese, 园林 , rompe con questa simmetria. Vi si trovano i 假山 , «false montagne» fatte di 太湖石 , quelle pietre scavate dall’acqua del lago Tai, i 漏窗 , «finestre che lasciano sfuggire» lo sguardo, e l’arte del 借景 , «prendere in prestito il paesaggio» (frase 20). A Shanghai, Il giardino Yu ne offre un bell’esempio, di epoca Ming.
Su Shi diceva delle opere di Wang Wei che nelle sue poesie c’erano dei quadri e nei suoi quadri delle poesie (frase 23). Lo stesso si potrebbe dire di un giardino di Suzhou: è un quadro in cui si passeggia. Bisogna però prendersi il proprio tempo.
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La pittura cinese
la pittura cinese, «la pittura nazionale»
la pittura a inchiostro, «la pittura ad acqua e inchiostro»
la pittura di paesaggio, «la pittura di montagne e acque»
la pittura di fiori e uccelli
la pittura di figura
lo stile minuzioso, «il pennello accurato»
lo stile libero, «scrivere l’idea»
il vuoto (lasciato in un quadro), «conservare il bianco»
la pittura dei letterati
il disegno a tratto, senza colore, «tracciare in bianco»
l’inchiostro spruzzato, «gettare l’inchiostro»
le rughe (tratti che danno la trama delle rocce)
la coloritura, «porre il colore»
la pittura senza contorno, «senza ossa»
l’inchiostro ha cinque colori (cinque sfumature d’inchiostro)
I formati e il montaggio
l’iscrizione (su un quadro); iscrivere
il rotolo dipinto; il quadro (in senso figurato)
il rotolo (da appendere o da svolgere)
il rotolo orizzontale, «il rotolo a mano»
l’album (di pitture)
la foglia di ventaglio (dipinta)
il montaggio, l’intelatura (di un dipinto)
La pittura occidentale
la pittura a olio
l’acquerello
il disegno (a matita), «tracciare semplice»
la pittura, i colori (materia)
il pennello (da pittore)
dipingere dal vero, «scrivere il vivente»
la tela
il paesaggio (quadro)
lo schizzo, «scrivere in fretta»
la cornice
la tavola da disegno
l’autoritratto
la pittura astratta
il ritratto
la natura morta, «le cose immobili»
realistico, «scrivere il reale»
la tavolozza
l’impressionismo, «la scuola impressionista»
la prospettiva
il chiaroscuro, «chiaro e scuro»
La scultura e le arti decorative
la scultura
incidere, scolpire; l’incisione
la pittura murale, l’affresco
la stampa, l’incisione (opera)
l’immagine del Capodanno cinese
il graffito, lo scarabocchio, «imbrattare come un corvo»
gli oggetti di giada
la ceramica a tre colori dei Tang
lo smalto cloisonné, «il blu di Jingtai»
la lacca, gli oggetti laccati
l’installazione (arte contemporanea)
L’arte e i musei
l’arte
le belle arti, «l’arte del bello»
l’opera d’arte
l’opera
la mostra di pittura
la mostra; esporre
apprezzare, ammirare
la lezione di educazione artistica
il capolavoro, il quadro celebre
il museo (grande museo, come quello del palazzo)
l’asta; vendere all’asta
il tesoro nazionale
l’originale, l’opera autentica, «la vera traccia»
l’esame d’ammissione alle scuole d’arte
L’architettura cinese
il palazzo
la pagoda
la colonna, il pilastro
il gradino, i gradini
la gronda
l’architettura antica, l’edificio antico
la trave
la grande sala (di un palazzo, di un tempio)
il leone di pietra
il tempio del Cielo
il muro rosso
il cortile, il cortile interno
l’asse centrale
il portale (d’onore)
la gronda rialzata, «la gronda che vola»
la tegola invetriata
la struttura in legno
il padiglione a più piani
l’architettura di Huizhou (Anhui)
I giardini cinesi
il giardino (cinese)
il padiglione, il chiosco
la roccia artificiale, «la falsa montagna»
il ponte ad arco
i giardini di Suzhou
il ciottolo, «la pietra a uovo d’oca»
il sentiero, il vialetto
il palazzo d’Estate
la galleria coperta
la porta lunare (porta rotonda)
il giardino dell’Umile Amministratore (Suzhou)
il ponte a zigzag
la pietra del lago Tai
la finestra traforata, «la finestra che lascia sfuggire»
il paesaggio preso in prestito, «prendere in prestito il paesaggio»
il padiglione sull’acqua
Le arti nelle espressioni
padiglioni, terrazze e torri (gli edifici di un giardino)
travi scolpite e colmi dipinti (un edificio sontuoso)
inchiostro denso e colori pesanti (sottolineare con forza)
tracciare leggero, scrivere pallido (minimizzare)
troppe bellezze per raccoglierle tutte
di un’ingegnosità originale
dipingere il suono e il colore (raccontare in modo vivace)
dipingere la zucca secondo il modello (imitare senza creare)
il soffio dà la vita (primo principio della pittura cinese)
Le arti nelle parole di tutti i giorni
l’immagine (di un film, di uno schermo)
descrivere (per iscritto), «tracciare e scrivere»
il colore di fondo; il fondo (di una persona)
la tonalità (dei colori)
lo stile (di disegno), l’atmosfera
abbellire
l’intelaiatura, la struttura
il piano, il progetto, «il disegno blu»
il contorno, le grandi linee
ornare, decorare
abbozzare, tracciare i contorni
cesellare; lavorare troppo (un testo)
truccare (la verità), «imbiancare»
sorvolare, «in un tratto di pennello»
Frasi di esempio
Sto imparando la pittura cinese.
Questo paesaggio è davvero bello!
Andiamo a vedere una mostra di pittura questo fine settimana.
La Città Proibita conta un gran numero di palazzi.
Nel parco c’è un padiglione.
A mia figlia piace la lezione di educazione artistica.
Ha dipinto un paesaggio a olio.
Di chi è quest’opera d’arte?
La pittura cinese dà grande importanza al vuoto.
Per imparare le belle arti, si comincia dal disegno.
Nei giardini di Suzhou, ogni passo scopre un paesaggio diverso.
Questo quadro è l’originale o una copia?
Gli edifici antichi cinesi sono per lo più in legno.
Pechino è attraversata da un asse centrale nord-sud.
I tetti della Città Proibita sono quasi tutti di tegole invetriate gialle.
Sta dipingendo dal vero, nel parco.
Questo testo descrive la vecchia Pechino in modo molto vivace.
È solo un progetto, la costruzione non è cominciata.
La pittura dei letterati cerca lo spirito più che la somiglianza.
Il giardino cinese pratica il paesaggio preso in prestito: «prende in prestito» perfino le montagne lontane.
Ha minimizzato la faccenda e l’ha liquidata in una frase.
Con i suoi padiglioni, le sue terrazze e le sue torri, questo giardino offre più bellezze di quante se ne possano raccogliere.
Su Shi diceva dell’opera di Wang Wei: «nelle sue poesie ci sono quadri; nei suoi quadri, poesie».
Nel 2017, i «Dodici paesaggi» di Qi Baishi sono stati venduti all’asta per più di 900 milioni di yuan.
Prima di dipingere, bisogna avere un fondo bianco. (Confucio, Dialoghi, III.8)


