Lavarsi si dice 洗澡 , e i due caratteri dicono quasi la stessa cosa: 洗 «lavare», 澡 «lavarsi il corpo». Il secondo non esce quasi mai da questa parola e dalla sua famiglia: 澡堂 , i bagni pubblici, o 泡澡 , letteralmente «stare a mollo nel bagno» ⟶ fare un bagno per rilassarsi. Attenzione: 洗澡 non dice se si fa la doccia o il bagno. Il cinese non decide, e nella maggior parte degli appartamenti la questione non si pone, c’è solo la doccia. Il resto dell’igiene personale si costruisce sullo stesso 洗: ci si lava il viso (洗脸), le mani (洗手), la testa (洗头) e, la sera, i piedi (洗脚), che molti cinesi mettono a bagno nell’acqua calda prima di dormire, su consiglio della medicina tradizionale.
Nel Nord, dove le vecchie abitazioni non avevano il bagno, si andava al 澡堂. Lì ci si faceva strofinare la pelle da un 搓澡工 armato di un guanto di crine, perché 搓 vuol dire «sfregare tra le mani». Questi bagni di quartiere sono molto diminuiti con l’arrivo dei bagni in casa, senza sparire del tutto. La parola 搓澡, invece, non si è mossa.
La spazzola è 刷. 刷牙 «spazzolare i denti» dà, nell’altro senso, 牙刷 «denti + spazzola» ⟶ lo spazzolino da denti: lo stesso carattere è verbo o nome a seconda del posto. Ma 刷 è scappato dal bagno. 刷卡 , «spazzolare la carta» ⟶ pagare con la carta, viene dal gesto della carta fatta scorrere nella fessura. 刷屏 , «spazzolare lo schermo» ⟶ invadere i social. 刷新 , «spazzolare a nuovo» ⟶ aggiornare una pagina, o battere un record. Si dice perfino 刷脸 , «spazzolarsi il viso» ⟶ pagare con il riconoscimento facciale. Lo spazzolino porta a tutto.
I capelli nascondono una trappola classica. Nei caratteri semplificati, 发 riunisce due caratteri che non avevano niente in comune: 髮 «i capelli», che si legge fà, e 發 «emettere, partire», che si legge fā. Da qui 理发 , con 理 «mettere in ordine» ⟶ farsi tagliare i capelli, 发型 o 假发 «capelli finti» ⟶ la parrucca, ma 发财 «fare fortuna». In 头发 la sillaba è atona, il che non aiuta. Ricordi semplicemente che il capello è al quarto tono. Su internet il parrucchiere si chiama Tony老师, «professor Tony» (perché Tony, nessuno ha saputo dirmelo).
La frase 24, 身体发肤,受之父母, apre il 孝经 , il Classico della pietà filiale: il corpo, i capelli e la pelle vengono dai genitori, e non si ha il diritto di rovinarli. Per duemila anni gli uomini hanno quindi portato i capelli lunghi, raccolti in una crocchia. Nel 1645 i Manciù impongono la loro acconciatura: la fronte rasata e una lunga treccia sulla schiena, il 辫子 . La parola d’ordine era brutale: 留头不留发,留发不留头 , «chi tiene la testa perde i capelli, chi tiene i capelli perde la testa» (vedi Dinastia Qing). La treccia è caduta con l’impero, e la parola è rimasta: 抓辫子 , «afferrare per la treccia» ⟶ cogliere qualcuno in fallo.
Le espressioni sui capelli sono spesso violente. 怒发冲冠 , «la collera rizza i capelli contro il berretto», viene dal 史记: Lin Xiangru, con in mano il disco di giada che il re di Qin si rifiutava di pagare, indietreggia fino a una colonna, i capelli ritti per il furore. La poesia 满江红 di Yue Fei l’ha resa celebre (si discute ancora se Yue Fei l’abbia scritta davvero). 千钧一发 appende trentamila libbre a un capello, perché un 钧 valeva trenta libbre. E 披头散发 , i capelli sparsi, è l’immagine del disordine: per Confucio era quella dei barbari (vedi la pagina Gli accessori e gli abiti tradizionali).
Truccarsi si dice 化妆 : 化 «trasformare», 妆 «l’ornamento». Attenzione all’omofono 化装, con 装 «il costume» ⟶ travestirsi. Stesso suono, stesso tono, e tutt’altra serata. Struccarsi è 卸妆 , «scaricare l’ornamento», con il 卸 del camion che si scarica (卸货 ). Il viso senza trucco è 素颜 , e 素 indicava prima la seta grezza, non ancora tinta. Ed è proprio di trucco e di fondo bianco che parlano Zixia e Confucio nella frase 25: Zixia cita una poesia (巧笑倩兮,美目盼兮), Confucio risponde 绘事后素 , che Couvreur rende con «Prima di dipingere, bisogna avere un fondo bianco» (vedi Capitolo 3 dei Dialoghi di Confucio). Ma i commentatori non leggono tutti la frase così, e alcuni mettono il bianco dopo i colori. Non è evidente.
画眉 , «dipingere le sopracciglia», è anche il nome di un uccello canoro, il garrulo canoro, per il tratto bianco che gli disegna come un sopracciglio intorno all’occhio. Sotto gli Han, Zhang Chang, prefetto della capitale, disegnava ogni mattina le sopracciglia di sua moglie. Fu denunciato all’imperatore. La sua risposta è rimasta: in camera, tra marito e moglie, succedono cose più intime che disegnare sopracciglia. L’imperatore non insistette, ma Zhang Chang non ebbe mai un’alta carica.
Anche la frase 23 viene dal 史记: 士为知己者死,女为悦己者容, «un uomo muore per chi lo comprende, una donna si fa bella per chi la ama». A parlare è Yu Rang, prima di tentare di vendicare il suo signore assassinato. 容, «il volto», è qui un verbo: sistemarsi il volto. Oggi si rilegge volentieri 悦己 come «piacere a sé stessa»: la donna si fa bella per sé, e la pubblicità dei cosmetici non si è lasciata sfuggire l’occasione (non so chi abbia lanciato questa lettura, ma ha preso piede). Chi si fa bello un po’ troppo si sente dire 臭美 , letteralmente «bello che puzza» ⟶ vanitoso, per prenderlo in giro. Quanto a 美白 , schiarire la pelle, risponde al proverbio citato nella pagina L'aspetto.
Il gioiello cinese per eccellenza è il 玉 , la giada. Il Libro dei riti paragona la virtù dell’uomo di valore alla giada, e molti credono ancora che protegga (frase 16): un braccialetto di giada che si rompe avrebbe preso su di sé la sventura destinata a chi lo portava. 翡翠 , la giadeite, è prima di tutto il nome del martin pescatore, 翡 per il piumaggio rosso, 翠 per il verde; la pietra, venuta dalla Birmania, ha preso il nome dei colori dell’uccello. Il 长命锁 , «lucchetto di lunga vita», si mette al collo dei neonati per legarli alla vita. E il 戒指 ? 戒 vuol dire «guardarsi da, ammonire». Si racconta che a palazzo un anello segnalasse che una concubina non poteva servire l’imperatore. La spiegazione è graziosa, non sono sicuro che sia vera.
Resta il metallo. 眼镜 sono «gli specchi degli occhi», e 镜 porta la chiave del metallo perché gli specchi antichi erano di bronzo levigato. 墨镜 , gli occhiali scuri, sono letteralmente «occhiali d’inchiostro», e 老花镜 , gli occhiali da presbite, quelli degli «occhi fioriti dall’età», dove tutto si confonde. Il 表 di 手表 è la forma semplificata di 錶, la chiave del metallo più «mostrare». Un orologio da polso si regala senza problemi. Invece regalare una pendola, 送钟 , suona come 送终 , «accompagnare un moribondo». Meglio evitare.
Clicchi su un carattere qualsiasi della pagina: il suo ordine di scrittura si mostra tratto per tratto, con la freccia che indica il senso del tracciato.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per lavarsi e andare dal parrucchiere. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Lavarsi
lavarsi, fare la doccia o il bagno
lavarsi il viso
lavarsi le mani
lavarsi i capelli
il sapone
lo shampoo
guardarsi allo specchio
lavarsi i piedi
amare la pulizia, curare la propria persona
la saponetta (profumata)
il docciaschiuma
il sapone liquido (per le mani)
fare il bagno (e rilassarsi)
darsi una lavata (viso e denti)
asciugarsi (con un asciugamano)
i bagni pubblici
farsi strofinare (ai bagni pubblici)
il guanto di crine
I denti, le unghie, la rasatura
lavarsi i denti
lo spazzolino da denti
il dentifricio
la carta igienica
il fazzoletto di carta
la salviettina umidificata
sciacquarsi la bocca
tagliarsi le unghie
il tagliaunghie
farsi la barba
il rasoio
il filo interdentale
il cotton fioc
pulirsi le orecchie
l’assorbente
I capelli e il parrucchiere
il pettine
pettinarsi
farsi tagliare i capelli
il parrucchiere, il barbiere (il negozio)
tagliarsi i capelli (più familiare)
asciugarsi i capelli (col phon)
l’acconciatura, il taglio (la forma)
il parrucchiere, la parrucchiera
la molletta, il fermaglio per capelli
tingersi i capelli
farsi la permanente
la frangia
la treccia
la coda di cavallo
legarsi i capelli
perdere i capelli
la parrucca
Il trucco
truccarsi
i cosmetici
il rossetto
struccarsi
il fondotinta
lo smalto per unghie
l’ombretto
il mascara
la matita per sopracciglia
disegnarsi le sopracciglia
il fard, il blush
un trucco leggero
un trucco pesante
il viso senza trucco
La pelle e il centro estetico
il detergente per il viso
i prodotti per la cura della pelle
la crema per il viso
la crema solare
la maschera (di bellezza)
il brufolo
il centro estetico
la manicure (unghie decorate)
idratare (la pelle)
schiarire la carnagione
la crema per le mani
il latte idratante
I gioielli
l’anello
la collana
l’orecchino
i gioielli
il bracciale (rigido)
il braccialetto (a catena)
la perla
il diamante
l’oro
la giada
il buco all’orecchio
la spilla
la giadeite
il pendente di giada
il lucchetto di longevità (gioiello per bambini)
Gli orologi e gli occhiali
l’orologio da polso
gli occhiali da sole
portare gli occhiali
gli occhiali scuri
l’ottico (il negozio)
farsi fare gli occhiali
lo smartwatch
la montatura
la lente (degli occhiali)
gli occhiali da presbite
il cinturino dell’orologio
gli orologi e le pendole, l’orologeria
La cura del corpo e la bellezza nei modi di dire
lavarsi e farsi belli
lavarsi le orecchie per ascoltare: essere tutto orecchi
truccata leggera o con cura (tutto le sta bene)
i capelli sparsi, scarmigliato
i capelli arruffati e il viso sporco
i capelli ritti sollevano il berretto: furioso
mille jun appesi a un capello: per un pelo
da far rizzare i capelli: rivoltante
coperta di gioielli, sfarzosa
stropicciarsi gli occhi: vedere qualcuno con altri occhi
oro e giada fuori, imbottitura marcia dentro
La cura del corpo e la bellezza nelle parole di tutti i giorni
pagare con la carta («spazzolare la carta»)
tenere al proprio aspetto
vanitoso, che si crede bello (per scherzo)
il filtro bellezza (foto)
aggiornare; battere (un record)
invadere i social
mescolare le carte; rimescolare le carte
ripulire (una reputazione)
ritirarsi, mettere la testa a posto («lavarsi le mani»)
districare; mettere ordine (nelle idee)
l’amico d’infanzia (pechinese)
Frasi di esempio
Faccio la doccia tutte le mattine.
Bisogna lavarsi le mani prima di mangiare.
Non dimenticare di lavarti i denti prima di dormire.
Quest’orologio me l’ha regalato mio padre.
Il tuo nuovo taglio ti sta benissimo.
Domani vado a tagliarmi i capelli.
Si trucca sempre prima di uscire.
Che bello questo anello!
Lo shampoo è finito: vai a comprarne un flacone.
D’estate bisogna mettere la crema solare prima di uscire.
Un po’ più corti, per favore.
Si è tinta i capelli di rosso.
Si è messo un paio di occhiali scuri.
La bambina porta due trecce.
Oggi non si è fatto la barba.
Molti cinesi credono che la giada protegga dalla sventura.
Anche senza trucco è molto carina.
Mi si sono rotti gli occhiali: devo andare a farmene fare un altro paio.
Quando il professore parla, siamo tutto orecchi.
Si è ritirato da un pezzo.
Tutte le foto sono passate per il filtro: non le somigliano quasi per niente.
Per andare al matrimonio si è coperta di gioielli.
Un uomo muore per chi lo comprende; una donna si fa bella per chi la ama.
Il nostro corpo, i nostri capelli e la nostra pelle li riceviamo dai genitori; non osare rovinarli, ecco il principio della pietà filiale.
Un sorriso gradevole increspa con eleganza gli angoli della sua bocca; i suoi begli occhi brillano di uno splendore misto di nero e di bianco.


