Il telefono si dice 电话 , letteralmente «parola elettrica»: 电, l’elettricità (il carattere indicava dapprima il lampo), e 话, la parola. Il termine è arrivato dal giapponese, come molti termini tecnici entrati nel cinese alla fine dei Qing. Ma all’inizio del Novecento si diceva anche 德律风 , semplice trascrizione dell’inglese «telephone». Ha vinto il termine giapponese.
Si risponde al telefono dicendo 喂 . Attenzione: i dizionari e la lista dello HSK danno wèi, al quarto tono, come per lo stesso carattere quando significa «dare da mangiare» a un animale. Ma al telefono si sente soprattutto wéi, al secondo tono, più morbido; esiste anche il quarto tono, più secco, più frettoloso. (Perché questo slittamento verso il secondo tono? Non ho mai trovato una spiegazione convincente.)
Per chiedere chi chiama, non si dice «chi è Lei?» ma 您是哪位 , «Lei è quale persona?», dato che 位 è il classificatore cortese delle persone. Per rispondere che si è proprio noi, 我就是 , «io, appunto, lo sono». Le formule per salutare e congedarsi sono nella pagina Salutare, ringraziare, chiedere.
占线 , «la linea è occupata», si sente sempre meno da quando ci sono i cellulari. Capita piuttosto la voce registrata che annuncia che il numero 已关机 «è spento» e che bisogna 稍后再拨 , «ricomporre un po’ più tardi» (frase 19). Più familiare, 煲电话粥 , «cuocere a lungo la pappa di riso del telefono», viene dal cantonese, dove 煲 indica sia la pentola sia l’azione di farvi sobbollire qualcosa: il riso vi cuoce per ore a fuoco lento, come quelle conversazioni che non finiscono mai.
Il carattere 信 merita che ci si soffermi. Riunisce 亻, l’uomo, e 言, la parola: l’uomo che mantiene la parola ⟶ la sincerità, la fiducia. Da qui, il messaggero a cui si crede, poi il messaggio, e infine la lettera. Tutta la pagina ruota intorno a lui: 写信, scrivere una lettera; 音信, le notizie; 守信, mantenere la parola; 信得过, degno di fiducia. Confucio non vedeva a che cosa potesse servire un uomo senza 信 (frase 25, vedi il Capitolo 2 delle Conversazioni di Confucio, II.22), e Laozi diffidava di chi promette troppo in fretta (frase 24).
La lettera cinese ha le sue formule, oggi riservate alla corrispondenza curata. In apertura, 尊敬的 , «rispettato», per un superiore; tra persone vicine, 见信好 , «vedendo la lettera, sta’ bene», o 展信佳 , «aprendo la lettera, che tutto vada bene». La chiusa più fissa è 此致敬礼 , che ogni scolaro cinese impara a disporre su due righe: 此致 rientrato sotto il testo, 敬礼 all’inizio della riga seguente. Il letterale è un po’ rigido («con ciò porgo; saluto rispettoso») ⟶ distinti saluti.
L’e-mail ha conservato qualcosa di queste usanze: 请查收 , «La prego di verificare e ricevere», accompagna ogni allegato, e 盼复 , «spero nella risposta», fa da formula finale. La messaggistica istantanea, invece, ha semplificato tutto. Si 发消息, si 回消息, e si aspetta il piccolo 已读 che dice che il messaggio è stato letto.
Il vocabolario per orientarsi è nella pagina A piedi, in bici, in auto; qui si trovano le frasi che si sentono davvero quando si chiede la strada. La più frequente è forse 我也不是本地人 , «non sono di qui neanch’io»: nelle grandi città cinesi, buona parte degli abitanti viene da un’altra provincia. Il chengyu 问道于盲 , «chiedere la strada a un cieco», si dice di chi chiede consiglio a qualcuno che non ne sa più di lui. Meno indulgente.
I moduli sono per lo più nella pagina I servizi e le pratiche (表格, 填表, 证件). Qui tenga a mente la consegna 用正楷填写, «compilare in 正楷 »: è il nome della scrittura regolare dei calligrafi, ed è anche l’equivalente del nostro «in stampatello». In altre parole: niente corsivo.
Per gli appuntamenti basta 约 . Chi non si presenta 爽约 : 爽, di solito «fresco, piacevole», ha conservato qui un senso antico, «mancare, venir meno». E chi arriva in ritardo viene 姗姗来迟 . L’espressione risale all’imperatore Wu degli Han: un mago sosteneva di poter far apparire l’anima della dama Li, la concubina defunta dell’imperatore, e questi, vedendo una figura avvicinarsi dietro una tenda, si chiedeva perché venisse così lentamente, con quel passo leggero e ondeggiante. Oggi l’espressione è ironica. Ancora l’uso.
Clicchi su qualsiasi carattere della pagina: il suo ordine di scrittura compare tratto per tratto, con la freccia che indica la direzione del tratto.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per telefonare, chiedere la strada o fissare un appuntamento. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Chiamare e rispondere
pronto (al telefono; i dizionari danno wèi)
riattaccare, «appendere il telefono»
richiamare, «restituire il telefono»
il numero di telefono
ha sbagliato numero
comporre (un numero), chiamare
è occupato, «la linea è presa»
non risponde nessuno
la chiamata non passa, irraggiungibile
il telefono fisso, «l’apparecchio su base»
l’interno (numero di linea interna)
il vivavoce, «senza tenere»
la chiamata persa
la segreteria telefonica
la chiamata indesiderata, il telemarketing
Le formule del telefono
chi parla?
chi cerchi?
sono io, «proprio io»
un attimo, per favore
non c’è
può ripetere?
parli più lentamente
più forte, per favore
ti richiamo
mi senti?
non sento bene
prende male, «il segnale non è buono»
puoi parlare?
vuole lasciare un messaggio?
resta in linea, «non riattaccare»
va bene, per ora restiamo così
si prega di richiamare più tardi
Messaggi ed e-mail
mandare un messaggio
rispondere a un messaggio
ricevere; ricevuto
letto (messaggio visualizzato)
non letto
inviare
l’oggetto (di un’e-mail)
la posta in arrivo
il corpo del messaggio
il mittente (di un’e-mail)
mettere in copia
ritirare (un messaggio inviato)
allegare; in allegato
trova in allegato, «La prego di verificare e ricevere»
in attesa di un Suo riscontro
La lettera
scrivere una lettera
spedire una lettera
il destinatario
il mittente (di una lettera)
la carta da lettere
egregio…, «rispettato» (in apertura di lettera)
un caro saluto, «ti auguro ogni bene»
ciao (in apertura di lettera), «vedendo la lettera, sta’ bene»
ciao (in apertura di lettera), «aprendo la lettera, che tutto vada bene»
distinti saluti
con osservanza (accanto al nome del firmatario)
la lettera di famiglia
Chiedere la strada
dov’è…?
come si va a…?
è lontano?
è proprio qui davanti
andare dritto, avanzare
non trovare
a pochi minuti a piedi; quanti minuti a piedi?
dall’altra parte della strada
al primo incrocio
tornare sui propri passi
informarsi (chiedendo a qualcuno)
l’angolo (della strada)
seguendo (una strada, un fiume)
non sono di qui neanch’io
Moduli e documenti
riempire
compilare (un modulo)
i recapiti
barrare (una casella)
il modulo di domanda
presentare, consegnare (una pratica)
obbligatorio (campo)
facoltativo (campo)
il periodo di validità
lo stato civile
la casella, la voce
in duplice copia
in stampatello, «scrittura regolare standard»
la persona da contattare in caso di emergenza
Prendere e disdire un appuntamento
dare appuntamento, invitare
che giorno?
a che ora ci vediamo?
ti aspetto
occupato, impegnato
aspettare un attimo; tra poco
annullare, disdire
cambiare l’ora
siamo d’accordo
allora è deciso
non potersi liberare
trovare un momento, «liberare del tempo»
essere puntuale, «custodire l’ora»
andare a un appuntamento
dare buca
mancare a un appuntamento
gli orari si sovrappongono
I chengyu della parola data e degli appuntamenti
affare fatto, «una parola fa fede»
una promessa vale mille monete d’oro
chiamare e richiamare, «mille chiamate, diecimila grida»
arrivare facendosi aspettare
incrociarsi senza incontrarsi, lasciarsi sfuggire un’occasione
corrispondere, «i pesci e le oche selvatiche vanno e vengono»
chiedere la strada a un cieco
cercare il cavallo in base al ritratto
avere già un impegno
Telefonare, scrivere, prendere appuntamento nelle parole di tutti i giorni
avvisare; l’avviso
restare in contatto
l’informazione
stare in pensiero per qualcuno, «appendere al pensiero»
riempirsi la pancia
le notizie (di qualcuno)
mantenere la parola
degno di fiducia
passare ore al telefono, «cuocere a lungo la pappa di riso del telefono»
menare il can per l’aia
sedersi al proprio posto numerato; sentirsi chiamato in causa
consacrato dall’uso
Frasi di esempio
Pronto, buongiorno! C’è il professor Wang, per favore?
Mi scusi, ha sbagliato numero.
Può ripetere? Non sento bene.
Adesso sono molto impegnato, ti richiamo più tardi.
Ho scritto una lettera alla mamma.
Mi scusi, come si va alla stazione?
Vada sempre dritto, la banca è proprio lì davanti.
Sei libero domani? A che ora ci vediamo?
Ho chiamato tre volte, era sempre occupato.
Ho ricevuto il tuo messaggio, ti rispondo stasera.
Ha letto il mio messaggio, ma non ha ancora risposto.
Scriva sul modulo nome e indirizzo in stampatello.
Mi dispiace, non sono di qui neanch’io; chiedi a quel poliziotto.
L’abbiamo superato, dobbiamo tornare indietro.
Domani non riesco a liberarmi, possiamo cambiare l’ora?
Mi dispiace, devo annullare il nostro appuntamento di domani.
Allora è deciso: sabato alle dieci del mattino, e nessuno se ne va finché non ci siamo visti!
Passa tutte le sere al telefono con il suo ragazzo.
Il telefono del cliente da Lei chiamato è spento. La preghiamo di richiamare più tardi.
In allegato trova il mio curriculum. In attesa di un Suo cortese riscontro.
Ciao! È tanto che non ti scrivo, va tutto bene?
Aveva detto alle otto; si è fatto aspettare e si è presentato solo alle nove e mezza.
Non menare il can per l’aia: se c’è qualcosa, dillo chiaramente.
Chi promette alla leggera raramente mantiene la parola. Chi trova facili molte cose incontra necessariamente molte difficoltà. (Laozi, 63)
Il Maestro disse: Non so a che cosa possa servire un uomo privo di sincerità. (Confucio, Dialoghi, II.22)


