Il numero si dice 数 , e lo stesso carattere, letto al terzo tono, è il verbo «contare». Le cifre, invece, sono i 数字 , letteralmente «caratteri di numero». Contare in cinese è di una regolarità che l’italiano non ha: 十一 , «dieci-uno», è undici; 二十 , «due-dieci», è venti; 九十九 , «nove-dieci-nove», novantanove. Dieci parole bastano per arrivare fin lì. Niente «undici», niente «sedici», niente «venti».
La difficoltà arriva più in alto. Noi raggruppiamo gli zeri a tre a tre (mille, milione, miliardo), il cinese li raggruppa a quattro a quattro: dopo 千 viene 万 , diecimila, poi 亿 , cento milioni. Un milione si dice quindi 一百万 , «cento diecimila», e i venti milioni di abitanti della frase 11 sono «duemila diecimila». Non c’è trucco: bisogna scrivere gli zeri. Dopo anni di pratica, rallento ancora davanti a un numero grande (e non sono il solo).
Per «due» ci sono due parole. 二 serve a contare, a formare le decine e gli ordinali: 二十 , 第二 . 两 si usa davanti a un classificatore: 两本书 , due libri (frase 2), e 两点 , le due, come nella pagina L’ora, i giorni e le date. Invece, davanti a 百, 千 e 万, l’uso esita: si sente 二百 come 两百 . Quanto a 俩 , contiene già il suo classificatore, poiché vale 两个: 我们俩 , «noi due», senza aggiungere nulla.
Attenzione a 一 , che cambia tono secondo ciò che lo segue. Da solo, in fine di parola o in un ordinale, conserva il primo tono: 第一 , 十一 . Davanti a un quarto tono, passa al secondo: 一遍 (frase 10). Davanti agli altri toni, passa al quarto: 一杯 (frase 4). Il pinyin di questa pagina è scritto come si pronuncia. Altra sorpresa: in un numero di telefono, 一 si legge , perché non lo si confonda con 七 .
Fra il numero e il nome, il cinese inserisce una parola che si chiama classificatore o specificatore, in cinese 量词 , «parola di misura». Anche l’italiano lo fa, ma soltanto per ciò che non si conta: un bicchiere d’acqua, un foglio di carta. Il cinese lo fa sempre: 一个人 , 一本书 , e lo stesso dopo 这 e 那 (frase 5). Il classificatore dice qualcosa dell’oggetto. 张 va con ciò che presenta una superficie piana, 条 con ciò che è lungo e flessibile, 把 con ciò che si prende in mano, 座 con ciò che è massiccio e non si muove.
Ma questa logica ha i suoi limiti. Si dice 一条狗 e 一只猫 (frase 8), 一匹马 e 一头牛 : perché il cane sta insieme alle strade e ai pesci? Non lo so. Ancora l’uso. Non cerchi dunque di imparare a memoria l’elenco dei classificatori: un classificatore si ricorda insieme al nome, 一张桌子 e non 张 da solo. In caso di vuoto, 个 La toglie d’impiccio quasi dappertutto; non è elegante, ma La capiranno. Le sezioni E e F contengono molte parole di livello 3, che possono aspettare.
Anche le azioni si contano, e anche qui il cinese precisa. 次 è la «volta» ordinaria. 遍 suppone che si sia andati dall’inizio alla fine: rileggere un testo, ripetere una frase. 趟 conta le andate e ritorni. 顿 serve per i pasti (frase 15), ma anche per le sgridate e le botte (non si chiede perché). E 一下 , messo dopo il verbo, non conta proprio niente: addolcisce la richiesta. 等一下 , «aspetti un attimo».
Gli scolari cinesi recitano la tavola pitagorica, 九九乘法表 , come una filastrocca: 三七二十一 , «tre sette ventuno». La lingua ne ha conservato un’espressione: 不管三七二十一 , «senza badare che tre per sette fa ventuno» ⟶ buttarsi senza riflettere. Sugli assegni e sulle fatture, le cifre si scrivono in 大写 , con caratteri complicati apposta: 壹, 贰, 叁 al posto di 一, 二, 三. Un tratto aggiunto basterebbe a cambiare 一 in 十. Le cifre che portano fortuna o sfortuna sono nella pagina Le cerimonie e i portafortuna, e 左右 , «circa», nella pagina Lo spazio e le direzioni.
Nelle espressioni, i numeri vanno a due a due e non si prendono alla lettera. 七 e 八 insieme dicono il disordine (七嘴八舌 , frase 21), 三 e 两 il poco, 千 e 万 la moltitudine. 朝三暮四 viene da una favola dello Zhuangzi: un allevatore di scimmie promette loro tre ghiande al mattino e quattro alla sera, e si arrabbiano; ne propone quattro al mattino e tre alla sera, e sono felicissime. Il senso è poi scivolato verso «cambiare idea di continuo». L’ultima frase della pagina viene dal Capitolo 5 dei Detti di Confucio. Attenzione, non è Confucio a parlare, ma il suo discepolo Zigong, che si paragona a Yan Hui: questi sente una cosa e ne capisce dieci, lui soltanto due. Due è già qualcosa.
Clicchi su qualsiasi carattere della pagina: il suo ordine di scrittura compare tratto per tratto, con la freccia che indica la direzione del tratto.
Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per contare, dare un numero o scegliere il classificatore giusto. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.
Le cifre
zero
uno
due
tre
quattro
cinque
sei
sette
otto
nove
dieci
due (davanti a un classificatore)
I grandi numeri e la quantità
cento
mille
diecimila
cento milioni
quanti? (meno di dieci); qualche
quanti?, quanto?
alcuni, un po’ di
primo (第 + numero: l’ordinale)
la cifra, il numero
il numero, l’importo
molti, numerosi
parecchi, diversi
due, tutti e due (= 两个)
la quantità
innumerevole («senza numero»)
il numero dispari
il numero pari
le cifre scritte in lettere (壹, 贰, 叁); la maiuscola
Contare e calcolare
contare
calcolare; contare come
calcolare, il calcolo
più; aggiungere
meno; sottrarre
per; moltiplicare
diviso; dividere
è uguale a, essere uguale a
in tutto, nell’insieme
in totale, complessivamente
l’addizione
la tavola pitagorica («tavola del nove-nove»)
l’abaco
la calcolatrice
il calcolo mentale («calcolo del cuore»)
il totale; ammontare a
incalcolabile, che non si può contare
I classificatori più comuni
classificatore generico (persone, cose)
classificatore di cortesia per le persone
classificatore dei membri di una famiglia («bocca»)
classificatore delle persone secondo il mestiere o il rango
tipo di, specie di
sorta di (piatti, oggetti vari)
classificatore dei capi d’abbigliamento, delle faccende, dei regali
classificatore dei libri e dei quaderni
classificatore delle superfici piane (foglio, tavolo, letto, biglietto)
classificatore delle cose lunghe e flessibili (strada, pesce, pantaloni)
pezzo di (sapone, torta, pietra)
classificatore degli animali; uno dei due di un paio
I classificatori secondo la forma e la natura
classificatore degli oggetti con impugnatura (coltello, ombrello, sedia)
classificatore degli oggetti a bastoncino (penna, sigaretta) e delle canzoni
classificatore delle cose lunghe e sottili (capello, corda, fiammifero)
fetta di, compressa di; distesa di
classificatore delle piccole cose rotonde (perla, dente, stella)
chicco di, granello di (riso, sabbia)
goccia di
porzione di, parte di; copia di
capo di, testa di (bue, maiale, aglio)
classificatore dei cavalli; pezza di stoffa
classificatore dei veicoli a ruote
classificatore delle macchine e degli apparecchi
classificatore degli aerei e dei pianoforti
classificatore delle cose massicce (montagna, ponte, palazzo, città)
classificatore delle famiglie, dei negozi, delle aziende
classificatore delle lettere
classificatore degli articoli e dei testi
classificatore delle poesie e delle canzoni
classificatore dei film, dei romanzi, dei telefoni
classificatore delle frasi e delle parole dette
Paia, gruppi e contenitori
paio di (cose identiche: scarpe, bacchette, mani)
coppia di, paio di (due che si fronteggiano)
paio di, mazzo di (occhiali, guanti, carte)
insieme di, serie di (completo, mobili, appartamento)
gruppo di, branco di
lotto di (merci), infornata di (persone)
mucchio di
fila di
spiedino di, grappolo di, mazzo di
mazzo di (fiori), fascio di
bicchiere di, tazza di
bottiglia di
ciotola di
scatola di
pacchetto di, bustina di
sacchetto di
cassa di, scatolone di
I classificatori verbali: contare le volte
volta
un po’, un attimo (dopo il verbo)
volta (dall’inizio alla fine)
volta (un’andata e ritorno)
classificatore dei pasti, delle sgridate, delle botte
classificatore delle partite, degli spettacoli, delle proiezioni
raffica di, scoppio di (vento, pioggia, risate)
classificatore di uno sforzo, di un discorso; volta
I numeri nelle espressioni
in due parole («tre parole, due frasi»)
di ogni genere, molto vario («cinque fiori, otto porte»)
uno dopo l’altro («il due tocca il tre»)
per filo e per segno, senza omettere nulla («un cinque, un dieci»: contare di cinque in cinque)
tutti insieme, in un gran vociare («sette bocche, otto lingue»)
cambiare idea di continuo («tre al mattino, quattro alla sera»)
senza il minimo rischio («su diecimila, nemmeno un errore»)
con ogni mezzo («mille metodi, cento stratagemmi»)
prendere due piccioni con una fava («un gesto, due guadagni»)
fra i primissimi («contarsi uno o due»)
unico nel suo genere («solo uno, senza due»)
I numeri nelle parole di tutti i giorni
insieme
uguale, allo stesso modo («un tipo»)
certamente, di sicuro
molto, del tutto («dieci parti»)
nel caso che, se mai («uno su diecimila»)
mi raccomando, a ogni costo («mille diecimila»)
tutto, la totalità
i quattro toni del cinese
molto probabilmente («otto decimi»)
i piccoli calcoli di ciascuno («la piccola tavola del nove-nove»)
Frasi di esempio
Nella mia famiglia siamo in quattro.
Ho comprato due libri.
Quanti studenti ci sono nella vostra classe?
Mi dia un bicchiere d’acqua, per favore.
Questo vestito è molto bello.
Sono stato a Pechino tre volte.
Siamo dieci in tutto.
Ha un gatto e due cani.
Due più tre è uguale a cinque.
Ripeta, per favore, non ho sentito bene.
Questa città conta più di venti milioni di abitanti.
Qual è il suo numero di cellulare?
Ha ricontato: mancava un biglietto.
Sul tavolo ci sono un coltello e un paio di bacchette.
Faccio tre pasti al giorno.
Davanti all’ingresso sono parcheggiate parecchie macchine.
Se mai dovesse piovere, non ci andremo.
Nel cortile sono piantati due alberi.
La Cina conta un miliardo e quattrocento milioni di abitanti.
Il suo cinese è fra i migliori in assoluto della classe.
Tutti si sono messi a parlare contemporaneamente.
Facendo così, si prendono due piccioni con una fava.
Il professore calcola più in fretta con l’abaco che con la calcolatrice.
Tre ciabattini che puzzano di cuoio valgono bene uno Zhuge Liang. (proverbio)
A Hui basta sentir spiegare una cosa per capirne dieci. Io, quando ne ho sentita spiegare una, ne capisco soltanto due. (Zigong, Dialoghi, V.8)


