Al ristorante e al banchetto

Il ristorante si dice 餐厅 cāntīng, letteralmente «la sala del pasto», o più familiarmente 饭馆 fànguǎn, «la casa del riso»: il riso cotto, 饭, designa il pasto intero. Il 馆 guǎn porta la chiave del cibo, 饣; lo 说文解字 Shuōwén jiězì lo definisce «la casa degli ospiti», dove si nutrivano i visitatori, e 宾馆 bīnguǎn è rimasto l’albergo.

Attenzione a 饭店 fàndiàn: è un ristorante, ma anche un grande albergo (il 北京饭店 di Pechino accoglie viaggiatori dal 1900), come il 酒店 della pagina precedente, L’alcol, il caffè e i succhi. Andare al ristorante si dice 下馆子 xià guǎnzi, «scendere al ristorante» (perché scendere, non l’ho mai saputo bene), e a Chengdu chiamano 苍蝇馆子 cāngying guǎnzi, «ristoranti delle mosche», le piccole bettole dove spesso si mangia meglio. Questa pagina resta a tavola; la colazione, il cibo di strada, il mercato e le consegne a domicilio avranno la prossima.

Ordinare si dice 点菜 diǎn cài, «indicare i piatti» sul menù, ed è qui che la tavola cinese si separa dalla nostra. Nessuno ordina per sé: chi invita, o chi conosce il locale, sceglie per tutti, e tutti i piatti si condividono. La regola che si dà di solito: tanti piatti quanti sono i commensali, più uno. Si comincia con i 凉菜 liángcài, i piatti freddi, poi vengono i 热菜 rècài, quelli caldi, la zuppa, e il riso o i noodles proprio alla fine, per chi avesse ancora fame. Però, se vuole il riso insieme ai piatti, bisogna chiederlo. Altrimenti arriverà quando non avrà più fame.

Il conto si dice 买单 mǎidān, letteralmente «comprare il conto». La parola viene però dal cantonese 埋单 máidān, dove 埋 vuol dire «radunare, chiudere»: si «chiudeva il conto». Arrivata da Hong Kong negli anni 1980 o 1990, il mandarino l’ha reinterpretata come un acquisto (è la spiegazione corrente, e la credo giusta). Chi paga, e come ci si contende il conto, l’abbiamo visto con La vita in società. Niente mancia, 小费 xiǎofèi, nella Cina continentale. E quello che avanza si fa incartare, 打包 dǎbāo, letteralmente «fare un pacchetto».

È persino diventata una virtù pubblica: nel 2013 una campagna lanciata su Internet ha reso popolare il 光盘 guāngpán, letteralmente «il piatto nudo» (la stessa parola indica il CD), e nel 2021 è seguita una legge contro lo spreco alimentare. Ma attenzione, l’uso antico diceva il contrario: svuotare tutti i piatti significava far capire a chi invitava che non aveva ordinato abbastanza. Le due regole convivono ancora.

Le stoviglie, 餐具 cānjù, conservano la traccia dei loro materiali. La ciotola, 碗 wǎn, si scrive con la pietra 石, per la ceramica, ma i testi antichi conoscono anche 盌, con il recipiente 皿, e 椀, con il legno 木, che il giapponese usa ancora per le ciotole di legno laccato. La tazza, 杯 bēi, porta anch’essa il legno: le prime coppe erano senza dubbio di legno laccato. Poi la porcellana, 瓷器 cíqì, ha avuto la meglio su tutto, al punto che gli inglesi la chiamano semplicemente china.

Le bacchette, 筷子 kuàizi, un tempo si chiamavano 箸 zhù. Un letterato dei Ming, 陆容 Lù Róng, riferisce che i barcaioli del paese di Wu, intorno a Suzhou, evitavano questa parola, che suonava come 住 zhù, «fermarsi»: spiacevole per una barca. Dicevano 快儿, «la veloce». Vi si è aggiunta la chiave del bambù 竹, e 快 è diventato 筷. La spiegazione ha dalla sua di essere contemporanea ai fatti, cosa rara. Il giapponese, dal canto suo, ha conservato 箸, che legge hashi.

L’oggetto è molto più antico del suo nome. Il 韩非子 Hánfēizǐ racconta che l’ultimo re degli Shang, 纣 Zhòu, si fece fare delle bacchette d’avorio, e che suo zio 箕子 Jīzǐ ne ebbe paura: bacchette d’avorio non stanno bene con ciotole di terracotta, ci vorranno coppe di giada, poi cibi rari, poi palazzi (è la frase 24). Bacchette di bronzo sono state trovate in tombe shang, ad Anyang; ma si discute ancora se servissero per mangiare o per cucinare. E il Libro dei riti, il 礼记 Lǐjì, precisa 饭黍毋以箸: il miglio non si mangia con le bacchette. Servivano per le verdure del brodo; il chicco si prendeva col cucchiaio, o persino con la mano.

A tavola, le bacchette hanno i loro divieti. Non si piantano in piedi nel riso, 插筷子 chā kuàizi: sembrerebbero i bastoncini d’incenso che si offrono ai morti. Non si batte sulla propria ciotola, 敲碗 qiāo wǎn, come facevano i mendicanti. E si aspetta che il padrone di casa abbia «mosso le bacchette», 动筷子 dòng kuàizi, per cominciare. Lui stesso la servirà volentieri, deponendo nella sua ciotola i bocconi migliori: è un segno di attenzione. Si promuovono però, soprattutto dopo l’epidemia del 2020, le 公筷 gōngkuài, le bacchette di servizio.

Il banchetto si dice 宴会 yànhuì, o 酒席 jiǔxí, «la stuoia dell’alcol». Un tempo ci si sedeva per terra su stuoie (vedi Gli interni della casa), e il pasto ne ha conservato il nome: in 筵席 yánxí, il 筵 era la grande stuoia stesa a terra, il 席 quella, più piccola, su cui si prendeva posto. Da qui il proverbio 天下没有不散的筵席, «non c’è banchetto al mondo che non finisca»: prima o poi si arrotolano le stuoie. Quanto a 宴, lo 说文解字 lo definisce semplicemente «la pace, il riposo». Il convito è venuto dopo, e non saprei dire per quale strada.

Alla tavola rotonda, 圆桌 yuánzhuō, il posto conta. Il posto d’onore, 上座 shàngzuò, è di fronte alla porta; l’ospite d’onore, 主宾 zhǔbīn, siede accanto al padrone di casa, e gli altri in ordine di rango decrescente. Ogni provincia ha le sue regole, e quelle dello Shandong passano per le più complicate: non mi ci avventurerò. Al centro gira il 转盘 zhuànpán, il vassoio che si fa ruotare per raggiungere i piatti. Da dove venga, nessuno lo sa davvero. Il padrone di casa, lui, è il 东道主 dōngdàozhǔ, «il signore della strada dell’Est»: nello 左传 Zuǒzhuàn, il piccolo paese di Zheng propone al duca di Qin, venuto da ovest, di fargli da padrone di casa sulla strada dell’Est. La parola è rimasta.

Si offre un pasto a chi arriva, 接风 jiēfēng, «ricevere il vento» del viaggio, e a chi parte, 饯行 jiànxíng. In mezzo ci sono i 饭局 fànjú e gli 应酬 yìngchou, quelle cene che non si possono rifiutare e in cui si beve più del ragionevole. Alcune nascondono una trappola: è il 鸿门宴 Hóngményàn, il banchetto di Hongmen, da cui il futuro fondatore degli Han sgattaiolò via in tempo (vedi La carne e il pesce). Quanto al 满汉全席 Mǎn-Hàn quánxí e ai suoi centootto piatti serviti in tre giorni, deve probabilmente più ai ristoratori del XX secolo che alla corte dei Qing. Non ci metterei la mano sul fuoco.

Il cinese non ha un vero «buon appetito». Si dice 慢慢吃 mànmàn chī, «mangiate piano», oppure, quando si serve, 请慢用 qǐng màn yòng, «fate pure con comodo»: l’augurio riguarda il tempo che ci si prende, non l’appetito. La fame, però, ha le sue parole. 饿 è, avere fame, e 饱 bǎo, essere sazio, portano la chiave del cibo (in 饿, il 我 «io» è lì solo per il suono, ed è un peccato). E la gratitudine della pancia ha il suo proverbio, 一饭千金 yí fàn qiān jīn: il giovane 韩信 Hán Xìn, affamato, fu sfamato da una lavandaia; divenuto generale degli Han, le fece portare mille monete d’oro.

Resta Confucio. I Dialoghi dicono di lui 食不语,寝不言 (vedi Capitolo 10 dei Dialoghi di Confucio), che Couvreur traduce: «Durante i pasti, non discuteva alcuna questione, anche quando lo si interrogava. La notte, quando era coricato, non avviava alcuna discussione». Il detto corrente ha invertito i due verbi, 食不言,寝不语; ma i commentatori distinguevano 语, rispondere, e 言, parlare di propria iniziativa, e Couvreur li segue. Altrove (Capitolo 1 dei Dialoghi di Confucio) si legge 君子食无求饱,居无求安: «Un discepolo della saggezza non cerca la soddisfazione del suo appetito nel cibo, né le sue comodità nella sua abitazione» (è la frase 25). Né conversazione né pancia piena: Confucio non avrebbe retto una serata in un banchetto dello Shandong. Eppure era proprio di lì.

Clicchi su un carattere qualsiasi della pagina: il suo ordine di scrittura si mostra tratto per tratto, con la freccia che indica il senso del tracciato.

Istruzioni: ogni parola porta il suo livello. ① l’essenziale, ② il corrente, ③ il preciso. Cominci dai ①: bastano già per sedersi al ristorante, ordinare e pagare. Il pulsante ▶ dà la pronuncia, e un clic su un carattere apre il suo ordine dei tratti.

Andare al ristorante

餐厅 cāntīng ①
il ristorante
饭馆 fànguǎn ①
il ristorante (alla buona)
饭店 fàndiàn ①
il ristorante; (anche) il grande albergo
服务员 fúwùyuán ①
il cameriere, la cameriera
几位 jǐ wèi ①
«quanti siete?»
吃饭 chīfàn ①
mangiare, fare un pasto
餐馆 cānguǎn ①
il ristorante, il locale
自助餐 zìzhùcān ①
il buffet a volontà
订座 dìngzuò ②
prenotare un tavolo
包间 bāojiān ②
la saletta privata (di un ristorante)
食堂 shítáng ②
la mensa
下馆子 xià guǎnzi ②
andare al ristorante, mangiare fuori
等位 děngwèi ②
aspettare che si liberi un tavolo
苍蝇馆子 cāngying guǎnzi ③
«il ristorante delle mosche»: la piccola bettola di quartiere, spesso ottima

Ordinare

菜单 càidān ①
il menù, la carta
点菜 diǎn cài ①
ordinare (i piatti)
一份 yí fèn ①
una porzione
不要辣 bú yào là ①
senza peperoncino
拿手菜 náshǒucài ②
la specialità, il piatto forte
套餐 tàocān ②
il menù fisso, il menù completo
凉菜 liángcài ②
i piatti freddi (serviti come antipasto)
热菜 rècài ②
i piatti caldi
上菜 shàng cài ②
servire i piatti
微辣 wēilà ②
leggermente piccante
催菜 cuī cài ③
sollecitare i piatti che tardano
退菜 tuì cài ③
rimandare indietro un piatto (ordinato o venuto male)
堂食 tángshí ③
mangiare sul posto
扫码点餐 sǎomǎ diǎncān ③
ordinare scansionando il codice QR

Pagare e portare via

买单 mǎidān ①
il conto; pagare il conto
带走 dàizǒu ①
da portar via
打包 dǎbāo ①
incartare (gli avanzi) da portar via
结账 jiézhàng ②
saldare il conto
各付各的 gè fù gè de ②
fare alla romana, ognuno paga la sua parte
小费 xiǎofèi ②
la mancia
发票 fāpiào ②
la fattura (la ricevuta ufficiale)
剩菜 shèngcài ②
gli avanzi
打包盒 dǎbāohé ③
la vaschetta da asporto
服务费 fúwùfèi ③
il servizio (addebitato sul conto)
埋单 máidān ③
pagare il conto (forma cantonese)

Le stoviglie

碗 wǎn ①
la ciotola
盘子 pánzi ①
il piatto
杯子 bēizi ①
il bicchiere, la tazza
餐巾纸 cānjīnzhǐ ①
il tovagliolo di carta
餐具 cānjù ②
le stoviglie e le posate
碟子 diézi ②
il piattino
瓷器 cíqì ②
la porcellana
牙签 yáqiān ②
lo stuzzicadenti
摆碗筷 bǎi wǎnkuài ②
apparecchiare la tavola
托盘 tuōpán ②
il vassoio
骨碟 gǔdié ③
il piattino per gli ossi
桌布 zhuōbù ③
la tovaglia
酱油碟 jiàngyóudié ③
la ciotolina per la salsa

Bacchette e posate

筷子 kuàizi ①
le bacchette
一双筷子 yì shuāng kuàizi ①
un paio di bacchette
勺子 sháozi ①
il cucchiaio
叉子 chāzi ①
la forchetta
刀叉 dāochā ①
coltello e forchetta
汤勺 tāngsháo ②
il cucchiaio da minestra, il mestolo
碗筷 wǎnkuài ②
«ciotola e bacchette»: il coperto
公筷 gōngkuài ②
le bacchette di servizio
一次性筷子 yícìxìng kuàizi ②
le bacchette usa e getta
夹菜 jiā cài ②
prendere il cibo con le bacchette
调羹 tiáogēng ③
il cucchiaio cinese (di porcellana)
筷架 kuàijià ③
il poggia-bacchette
箸 zhù ③
le bacchette (parola antica)

Il banchetto

宴会 yànhuì ②
il banchetto, il ricevimento
酒席 jiǔxí ②
il banchetto («la stuoia dell’alcol»)
饭局 fànjú ②
la cena (d’affari o di relazioni)
圆桌 yuánzhuō ②
la tavola rotonda
转盘 zhuànpán ②
il vassoio girevole
一桌菜 yì zhuō cài ②
una tavolata di piatti
上座 shàngzuò ②
il posto d’onore
宴席 yànxí ③
il convito
主宾 zhǔbīn ③
l’ospite d’onore
东道主 dōngdàozhǔ ③
il padrone di casa (chi invita)
接风 jiēfēng ③
offrire un pranzo di benvenuto
饯行 jiànxíng ③
offrire un pranzo d’addio
应酬 yìngchou ③
gli obblighi sociali; i pasti che non si possono rifiutare
满汉全席 Mǎn-Hàn quánxí ③
il grande banchetto mancese e han

Le usanze a tavola

慢慢吃 mànmàn chī ①
«mangiate piano»: fate con calma, buon appetito
多吃点 duō chī diǎn ①
su, mangi ancora un po’
请慢用 qǐng màn yòng ②
buon appetito (detto da chi serve)
开动 kāidòng ②
attaccare (a mangiare)
动筷子 dòng kuàizi ②
«muovere le bacchette»: cominciare a mangiare
光盘 guāngpán ②
lasciare il piatto pulito; (anche) il CD
盛饭 chéng fàn ②
servire il riso (nelle ciotole)
吃相 chīxiàng ②
il modo di mangiare, il contegno a tavola
劝菜 quàn cài ③
insistere perché un commensale mangi
餐桌礼仪 cānzhuō lǐyí ③
le buone maniere a tavola
吧唧嘴 bājizuǐ ③
mangiare facendo rumore con la bocca
插筷子 chā kuàizi ③
piantare le bacchette (nel riso)
敲碗 qiāo wǎn ③
battere sulla ciotola

I pasti e l’appetito

饿 è ①
avere fame
饱 bǎo ①
sazio
吃饱 chībǎo ①
mangiare a sazietà
饿死了 è sǐ le ①
«muoio di fame»
午饭 wǔfàn ①
il pranzo
晚饭 wǎnfàn ①
la cena
一日三餐 yí rì sān cān ②
i tre pasti della giornata
饭量 fànliàng ②
l’appetito (quanto si mangia di solito)
吃撑了 chīchēng le ②
aver mangiato troppo, essere pieno da scoppiare
开胃 kāiwèi ②
stuzzicare l’appetito
挑食 tiāoshí ②
fare lo schizzinoso (a tavola)
狼吞虎咽 lángtūn-hǔyàn ②
«inghiottire come un lupo, trangugiare come una tigre»: divorare
细嚼慢咽 xìjiáo-mànyàn ③
masticare bene e inghiottire lentamente

La tavola nei modi di dire

鸿门宴 Hóngményàn ③
«il banchetto di Hongmen»: l’invito che nasconde una trappola
天下没有不散的筵席 tiānxià méiyǒu bú sàn de yánxí ③
«non c’è banchetto al mondo che non finisca»: tutte le cose belle finiscono
吃不了兜着走 chī bu liǎo dōuzhe zǒu ③
«quello che non finisci te lo porti via nel lembo della veste»: te ne pentirai
一饭千金 yí fàn qiān jīn ③
«un pasto, mille monete d’oro»: ripagare cento volte un favore ricevuto
嗟来之食 jiē lái zhī shí ③
«il cibo che ti gettano con un grido»: l’elemosina umiliante
杯盘狼藉 bēipán lángjí ③
«coppe e piatti in disordine»: la tavola dopo il banchetto
觥筹交错 gōngchóu jiāocuò ③
«le coppe e i gettoni si incrociano»: un banchetto animato
秀色可餐 xiùsè kě cān ③
«una bellezza che si può mangiare»: da mangiare con gli occhi
食不言,寝不语 shí bù yán, qǐn bù yǔ ③
«non parlare mangiando, né a letto»
大快朵颐 dà kuài duǒ yí ③
fare una scorpacciata, mangiare con gusto

La tavola nelle parole di tutti i giorni

饭碗 fànwǎn ②
la ciotola di riso; il pane quotidiano (il lavoro)
吃亏 chīkuī ②
rimetterci, farsi fregare
吃力 chīlì ②
fare fatica
端盘子 duān pánzi ②
«portare i piatti»: fare il cameriere
吃不消 chībuxiāo ③
non reggere, non poterne più
吃闭门羹 chī bìméngēng ③
«mangiare la zuppa della porta chiusa»: trovare la porta chiusa
吃老本 chī lǎoběn ③
vivere di rendita
混饭吃 hùn fàn chī ③
lavorare solo per sbarcare il lunario
盘点 pándiǎn ③
fare l’inventario; fare il bilancio
餐饮 cānyǐn ③
la ristorazione (il settore)

Frasi di esempio

服务员,我们要点菜。 ①
Fúwùyuán, wǒmen yào diǎn cài.
Cameriere, vorremmo ordinare.
你好,请问几位? ①
Nǐ hǎo, qǐngwèn jǐ wèi?
Buongiorno, quanti siete?
请给我们看一下菜单。 ①
Qǐng gěi wǒmen kàn yíxià càidān.
Ci fa vedere il menù, per favore?
我不会用筷子,可以给我一把叉子吗? ①
Wǒ bú huì yòng kuàizi, kěyǐ gěi wǒ yì bǎ chāzi ma?
Non so usare le bacchette, mi potrebbe portare una forchetta?
我饿了,我们去吃饭吧。 ①
Wǒ è le, wǒmen qù chīfàn ba.
Ho fame, andiamo a mangiare.
我吃饱了,你们慢慢吃。 ①
Wǒ chībǎo le, nǐmen mànmàn chī.
Io ho finito, voi fate con calma.
服务员,买单! ①
Fúwùyuán, mǎidān!
Cameriere, il conto!
这个菜可以不放辣椒吗? ①
Zhège cài kěyǐ bú fàng làjiāo ma?
Potete fare questo piatto senza peperoncino?
我订了一个包间,晚上七点,十个人。 ②
Wǒ dìngle yí ge bāojiān, wǎnshang qī diǎn, shí ge rén.
Ho prenotato una saletta privata per stasera, alle sette, per dieci persone.
你们店的拿手菜是什么? ②
Nǐmen diàn de náshǒucài shì shénme?
Qual è la specialità della casa?
菜点多了,吃不完,我们打包吧。 ②
Cài diǎn duō le, chī bu wán, wǒmen dǎbāo ba.
Abbiamo ordinato troppi piatti, non li finiremo: facciamoci incartare gli avanzi.
在中国吃完饭,朋友们常常抢着买单。 ②
Zài Zhōngguó chī wán fàn, péngyoumen chángcháng qiǎngzhe mǎidān.
In Cina, alla fine del pasto, gli amici fanno spesso a gara per pagare il conto.
在中国的饭馆吃饭,一般不用给小费。 ②
Zài Zhōngguó de fànguǎn chīfàn, yìbān búyòng gěi xiǎofèi.
Nei ristoranti cinesi, di solito non si lascia la mancia.
主人还没动筷子,客人最好先别吃。 ②
Zhǔrén hái méi dòng kuàizi, kèrén zuìhǎo xiān bié chī.
Finché il padrone di casa non ha preso le bacchette, gli ospiti farebbero meglio ad aspettare.
圆桌中间有个转盘,想吃哪个菜,转一下就行了。 ②
Yuánzhuō zhōngjiān yǒu ge zhuànpán, xiǎng chī nǎge cài, zhuàn yíxià jiù xíng le.
Al centro della tavola rotonda c’è un vassoio girevole: per raggiungere un piatto, basta farlo girare.
筷子不能插在米饭上,这样不吉利。 ②
Kuàizi bù néng chā zài mǐfàn shang, zhèyàng bù jílì.
Non bisogna piantare le bacchette nel riso: porta sfortuna.
夹菜的时候,最好用公筷。 ②
Jiā cài de shíhou, zuìhǎo yòng gōngkuài.
Per servirsi, è meglio usare le bacchette di servizio.
菜上齐了,请慢用。 ②
Cài shàngqí le, qǐng màn yòng.
Sono arrivati tutti i piatti: buon appetito.
他天天有饭局,应酬太多,胃都喝坏了。 ③
Tā tiāntiān yǒu fànjú, yìngchou tài duō, wèi dōu hē huài le.
Ha cene tutte le sere: tra un obbligo e l’altro, a forza di bere si è rovinato lo stomaco.
朋友从法国回来,我们今晚给他接风。 ③
Péngyou cóng Fǎguó huílai, wǒmen jīnwǎn gěi tā jiēfēng.
Un amico torna dalla Francia: stasera gli offriamo una cena di benvenuto.
这顿饭是鸿门宴,你去的时候小心点。 ③
Zhè dùn fàn shì Hóngményàn, nǐ qù de shíhou xiǎoxīn diǎn.
Questo pranzo è una trappola: sta’ attento quando ci vai.
天下没有不散的筵席,毕业以后,大家就要分开了。 ③
Tiānxià méiyǒu bú sàn de yánxí, bìyè yǐhòu, dàjiā jiù yào fēnkāi le.
Tutte le cose belle finiscono: dopo il diploma, ognuno andrà per la sua strada.
吃人家的嘴软,拿人家的手短。 ③
Chī rénjia de zuǐ ruǎn, ná rénjia de shǒu duǎn.
Chi mangia a casa d’altri ha la bocca molle, chi riceve dagli altri ha il braccio corto: non si critica chi ti dà da mangiare.
昔者纣为象箸,而箕子怖。 ③
Xīzhě Zhòu wéi xiàng zhù, ér Jīzǐ bù.
Un tempo, quando Zhou si fece fare delle bacchette d’avorio, Jizi ebbe paura.
君子食无求饱,居无求安。 ③
Jūnzǐ shí wú qiú bǎo, jū wú qiú ān.
Un discepolo della saggezza non cerca la soddisfazione del suo appetito nel cibo, né le sue comodità nella sua abitazione.

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