Capitolo 10 del Laozi

Testo cinese

载zài营yíng魄pò抱bào一yī, 能néng无wú离lí乎hū?
专zhuān气qì致zhì柔róu, 能néng如rú婴yīng儿ér乎hū?
涤dí除chú玄xuán览lǎn, 能néng无wú疵cī乎hū?
爱ài民mín治zhì国guó, 能néng无wú为wéi乎hū?
天tiān门mén开kāi阖hé, 能néng为wéi雌cí乎hū?
明míng白bái四sì达dá, 能néng无wú知zhī乎hū?
生shēng之zhī 畜xù之zhī, 生shēng而ér不bù有yǒu, 为wéi而ér不bù恃shì, 长zhǎng而ér不bù宰zǎi, 是shì谓wèi玄xuán德dé。
 

Traduzione

L’anima spirituale deve comandare l’anima sensibile.
Se l’uomo conserva l’unità, esse potranno rimanere indissolubili.
Se domina la sua forza vitale e la rende estremamente flessibile, potrà essere come un neonato.
Se si libera dalle luci dell’intelletto, potrà essere esente da ogni infermità (morale).
Se ama il popolo e procura la pace al regno, potrà praticare il non-agire.
Se lascia che le porte del cielo si aprano e si chiudano, potrà essere come la femmina (cioè rimanere in riposo).
Se le sue luci penetrano ovunque, potrà sembrare ignorante.
Produce gli esseri e li nutre.
Li produce e non li considera di sua proprietà.
Fa loro del bene e non conta su di loro.
Regna su di loro e non li tratta da padrone.
Questo si chiama possedere una virtù profonda.

Note

Questo passaggio ha molto imbarazzato i commentatori di 老子 Lǎozǐ. La maggior parte sostituisce la parola 營 yíng (volgo: campo) con la parola 魂 hún «anima spirituale», che collocano prima di 載 zài. Si legge in 蘇子 Sū Zǐ: La natura del Santo è calma e riposata, la parte spirituale del suo essere è invariabilmente fissa, non è trascinata né pervertita dagli oggetti materiali. Sebbene abbia preso il principio animale come sua dimora (un altro autore dice: come suo guscio, cioè il suo involucro), tuttavia il principio animale, l’anima animale, gli obbedisce in tutto ciò che vuole fare. Allora si può dire che il principio spirituale trasporta il principio animale (cioè lo guida, lo comanda). Gli uomini della moltitudine sottomettono la loro natura agli oggetti esterni, il loro spirito si turba, e allora l’anima spirituale obbedisce all’anima animale. 老子 Lǎozǐ insegna agli uomini a conservare il loro spirito, a conservare l’anima sensibile, a fare in modo che questi due principi non si separino. E rende 載 zài con «ricevere», e le parole 營魄 yíng pò con «anima intelligente»; il che permetterebbe di tradurre «(l’uomo) ha ricevuto un’anima intelligente». Lo stesso interprete aggiunge, per spiegare le cinque parole seguenti: «Se impiega la sua volontà senza dividerla (tra le cose del mondo), il suo spirito si conserverà costantemente». Più avanti, torna al senso generalmente ricevuto e consiglia la lezione riportata sopra, al posto di 載營魄 zài yíng pò. Solo che rende la parola 載 zài in modo diverso, cioè con «essere portato su», o «essere portato da»: I saggi che coltivano il 道 Dào fanno in modo che l’anima spirituale (魂 hún) sia costantemente unita, attaccata all’anima animale, così come lo splendore del sole è portato sul corpo opaco della luna (Pi-ching: come l’uomo è portato su un carro, come una barca è portata dall’acqua). Fa in modo che l’anima animale trattenga costantemente l’anima spirituale, così come il corpo opaco della luna riceve la luce del sole. Allora il principio spirituale non sfugge all’esterno e l’anima animale non muore.

B: L’espressione 保一 bǎo yī «conservare l’unità» significa fare in modo che la nostra volontà sia essenzialmente una (cioè non divisa tra le cose del mondo), per procurarci la quiete del cuore. Allora, dice 洪輔 Hóng Fǔ, l’anima spirituale e l’anima animale non si separeranno l’una dall’altra.

F spiega le parole 保一 bǎo yī con «conservare il 道 Dào che è la vera unità».

H: La parola 專 zhuān significa «domare, soggiogare». Se la forza vitale avesse tutta la sua energia, tutta la sua violenza, lo trascinerebbe nel disordine.

B: Il neonato, non avendo ancora alcuna conoscenza (D: alcun desiderio), la sua forza vitale è estremamente flessibile, il suo cuore non ha nulla di sregolato, e la parte spirituale del suo essere si conserva in tutta la sua integrità.

Pi-ching rende 眩瀾 xuàn lán con «visione, intuizione delle cose meravigliose». Se un granello di polvere d’oro entra nell’occhio, può ostacolare la visione. L’intelligenza è un ostacolo, la perspicacia è un legame; per questo vanno estirpate e liberate. Allora (H) si raggiungerà l’altezza sublime del 道 Dào. Questa interpretazione si ritrova in diversi altri commenti stimati. Secondo alcuni commentatori, l’autore parla qui delle false luci dello spirito, che trascinano l’uomo nell’errore e nel disordine. Bisogna espellerle dalla nostra anima, per paura che non diventino causa di malattia morale, capace di distruggere la purezza della nostra natura. Altri interpreti, come Pi-ching, citato sopra, H e B, prendono la parola luci in senso positivo, e pensano che 老子 Lǎozǐ consigli di espellerle, affinché l’anima sia completamente vuota.

E: Le porte del cielo talvolta si aprono, talvolta si chiudono. 老子 Lǎozǐ intende dire che «quando bisogna fermarsi, si ferma; quando bisogna camminare (agire), cammina». La parola 牝 pìn «femmina» indica il riposo; corrisponde alla parola 闔 hé «chiudersi».

Ibid. Tale è la via del Santo. Sebbene si dica che talvolta si muove, talvolta rimane in riposo, tuttavia deve prendere la quiete assoluta come base della sua condotta. Quando il Santo dirige l’amministrazione del regno, non c’è nulla che non veda con l’aiuto della sua profonda penetrazione. Tuttavia si conforma costantemente ai sentimenti e ai bisogni di tutte le creature. Fa in modo che i saggi e gli uomini limitati si manifestino da sé, che il vero e il falso si manifestino spontaneamente; e allora non si stanca ad esercitare la sua prudenza. Gli imperatori 禹 Yǔ e 舜 Shùn seguivano precisamente questa via quando regnavano sull’impero e lo consideravano come se fosse loro completamente estraneo.

B: Solo il Santo può sembrare ignorante e limitato, quando è giunto al colmo delle luci e del sapere. Così conserva le sue luci, così come un uomo opulento conserva le sue ricchezze facendosi passare per povero.

È difficile dire qual è il soggetto di questi otto verbi 生之 shēng zhī, ecc. Secondo A, è il 道 Dào; secondo B, è il Santo (cfr. cap. II); C, H credono che debbano essere riferiti al cielo e alla terra. Pi-ching sviluppa così il pensiero di B: Il Santo produce gli esseri come se fosse loro padre e madre; li nutre come se fossero suoi figli e nipoti, ecc. Tutto ciò è possibile solo all’uomo che si è identificato con la Virtù profonda, cioè con il 道 Dào, o che possiede una virtù profonda come quella del 道 Dào.

E: Un commentatore pensa che questi sei membri di frase si riferiscano unicamente a colui che governa il regno.

A: Non si aspetta da loro alcuna ricompensa.

B spiega la parola 長 cháng con «essere posto sopra i popoli». Altri interpreti (A, C) la rendono con 養 yǎng «nutrire».

李士材 Lǐ Shìcái: 吾子以為主 Wú zǐ yǐ wéi zhǔ «Non si considera il loro padrone».

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